Career Day?….no grazie!
In questo anno in cui la crisi economica mondiale ha attanagliato, anche se in misura diversa, tutte le aziende del globo, trovare lavoro per un neolaureato, è un’impresa davvero ardua.
Anche ottenere un colloquio e avere la possibilità di interagire con le aziende diventa quindi sempre più difficile.
Ci vengono in soccorso i cosiddetti Career Day, incontri che dovrebbero permettere a coloro che sono in cerca di un’occupazione di affacciarsi al mondo del lavoro. L’occasione sembra ghiotta e le promesse delle aziende invitanti.
Ogni Job Fair infatti, stando alle capillari campagne pubblicitarie, che vengono affidate ad aziende specializzate nel settore, promette ai neolaureati la possibilità di consegnare il proprio curriculum vitae, dialogare ed eventualmente sostenere colloqui (qualora il profilo del candidato sia in linea con i fabbisogni di personale delle aziende) personalmente con i manager delle HR presso gli stand aziendali.
Inoltre viene offerta l’opportunità di raccogliere informazioni e suggerimenti relativi al proprio percorso di carriera (master e corsi di specializzazione).
Tutto bello, tutto organizzato e pubblicizzato sapientemente, tutto vero?
Le impressioni raccolte dai “dottori” presenti ai vari incontri Aziende-Studenti che si sono succeduti in questi ultimi mesi, si discostano molto dalle utopiche promesse delle aziende che partecipano all’evento.
Queste infatti dopo aver attirato mediante specchietti per le allodole gli ignari neolaureati, liquidano gli stessi con una frase che ormai è diventata un cult e, chi ha partecipato a questi job fair avrà almeno una volta sentito pronunciare: “La invitiamo ad inserire il suo CV nel nostro database attraverso l’application form che trova sul nostro sito internet”. A questa segue ovviamente la gentile concessione di un gadget aziendale.
La domanda sorgerebbe spontanea e, verrebbe da chiedere allo/a standista, (eh già perché di manager delle HR nemmeno l’ombra!!!) cosa siano venuti a fare se non c’è la possibilità di parlare con i responsabili delle risorse umane delle aziende, ne tantomeno di sostenere un colloquio o almeno lasciare un curriculum vitae perché c’è una posizione aperta.
E’ quindi palese che le aziende investono, ma non in talenti, bensì in pubblicità e ritorno di immagine. Visto che in questo periodo, stando a quanto riportato dai media, si ritrovano in difficoltà economiche e hanno esuberi di personale, dove prendono le risorse per finanziare tali eventi? Se posseggono queste risorse perché non le utilizzano per aprire una nuova posizione di lavoro e investire nelle persone, vero motore e valore aggiunto di un azienda?
Evidentemente questa crisi di facciata accomuna molte aziende, che si nascondono dietro a questo periodo difficile per badare meglio ai propri interessi assumendo per lo più attraverso stage, contratti di somministrazione, di apprendistato, a progetto e attraverso tutte le altre modalità precarie introdotte dalla legge Biagi, mentre noi giovani ci ritroviamo senza un futuro tra le mani.
L’idea del Career Day in sé sarebbe da premiare, ma diventa utile solamente quando
l’azienda ha qualcosa da offrire in termini di assunzione, altrimenti resta solo mera pubblicità per l’azienda, come accade in questi mesi.
Ovviamente non voglio fare il consulente d’investimento di nessuna azienda, ma sarebbe corretto da parte loro e di chi organizza l’evento, di pubblicizzarlo in quanto tale, ovvero solo come una giornata conoscitiva con le aziende, senza possibilità di colloqui e assunzioni varie, così vediamo quanta gente si presenta all’evento.
Insomma dopo l’ultima Job Fair, tra l’altro on-line (palesemente fallito, oserei dire) non se ne può più di farsi prendere in giro.
Voi come la pensate? Avete avuto le stesse impressioni riguardo a questi Career Day?
Fate sentire la vostra voce su my-webmagazine.com.
4 commenti
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maxpower Says: aprile 24, 2009 at 5:45 pm
Ecco la mia voce: aggiungi che la legge “Biagi” l’hanno chiamata così maroni e gli altri porci politici per dare a lui la colpa della precarietà creatasi ma il vero colpevole, colui il quale ha preso il progetto Biagi senza mettere in pratica le accortezze riguardo gli ammortizzatori sociali e altre cose che stabilizzavano l’impatto della legge è proprio maroni.
Stew Says: aprile 24, 2009 at 8:03 pm
Non ho mai partecipato ad un Career Day, quindi non posso riportare la mia esperienza, riguardo al lavoro, so di certo che l’unico soluzione è riuscire a crearsi qualcosa da se, o in ambito produttivo o in ambito commerciale, meglio se entrambe le cose.
andrevil3 Says: aprile 24, 2009 at 10:41 pm
@ maxpower scusa ma lo davo per sottinteso..e poi è bene che coloro che si affaciano per la prima volta a questi argomenti si facciano una propria idea da soli..cmq sia hai fatto bene a precisare..
@ stew quello che dici ti fa onore, come fa onore a milioni di italiani che si ingegnano per crearsi il proprio futuro. L’idea di Stato, di Repubblica, che però ho io non permetterebbe questa tua soluzione come unica alternativa ad un lavoro stabile , di tipo meritocratico e proporzionatamente retribuito dallo Stato (nel senso più ampio del termine); la tua soluzione sarebbe invece la ciliegina sulla torta di un sistema che funziona correttamente e che premia i più audaci, ovvero coloro che fanno impresa. E non venitemi a dire che gli Italiani sono così geniali perchè crescono nell’avversità di un lavoro precario..troppo semplicistica come visione.
Vi ricordo infine che l’Italia è la nazione europea col più basso numero di laureati, che nonostante ciò non hanno uno straccio di lavoro.
Cmq, crisi o non crisi l’Italia ha problemi gravi su qualsiasi fronte, che possono facilmente essere ricondotti ad un unico problema: la classe politica. Mi dispiace dirlo ma lo Stato non sono più i cittadini ma l’élite di governo.
Stew Says: aprile 25, 2009 at 3:20 am
be si cadiamo un pò nella retorica di questi tempi, sdrammatizzo con: ” Stiamo inguaiati!”