C’era una volta il cinema americano che sfornava grandi titoli e in grande qualità che piacevano in tutto il mondo ma un bel giorno…incominciò il periodo dei “quel”, pre-quel se-quel non si capiva più niente e intanto bei film originali passavano quasi inosservati.
Si spera davvero che non sia così per questo bel pezzo d’oriente che è K-20 in cui in una dimensione parallela dove l’atomica non è mai esplosa sull’isola del sol levante c’è una estrema separazione delle classi e migliaia di persone vivono in piccole case poverissime e lottano per la sopravvivenza, intanto un ladro illusionista e acrobata K-20, la bestia dai 20 volti, riesce a rubare oggetti molto preziosi sotto il naso delle forze dell’ordine, il protagonista, un acrobata del circo entra involontariamente in una serie di avventure che lo porteranno a scontrarsi proprio con il succitato ladro e durante il percorso ne avverranno di cotte e di crude.
Di solito bisogna sempre avvicinarsi con prudenza a prodotti provenienti da altre culture in quanto non abbiamo tutti le basi per capirle a fondo attraverso una loro rappresentazione animata, la sorpresa ha infatti colpito quando la pellicola ha dimostrato di essere al di sopra delle aspettative, un pout-purri ben mixato di azione, riflessione, auto-ironia ed effetti speciali al di sopra della media oltre che una trama da giallo internazionale con colpi di scena succosi. Vi consiglio di gustarlo con po’ di sushi e vino bianco oppure mentre fate un bagno rilassante nelle acque del niagara per rinfrescarvi, buona visione.