I termini giusti in cucina

Quando si cucina seguendo le ricette, uno sbaglio di interpretazione dei termini usati sulle guide culinarie può rovinare il risultato delle vostre preparazioni, per questo è utile conoscerli e seguire anche qualche consiglio di base, fondamentale per la buona riuscita di tanti piatti.
Ad esempio, a seconda del tipo di ricetta, si può usare come condimento, al posto del burro o dell’olio, la pancetta oppure il lardo. Quando si utilizza l’aglio, è consigliato eliminare il germe centrale tagliando a metà in lunghezza lo spicchio; inoltre, per far si che durante la cottura rilasci tutto il suo sapore alla pietanza, il modo migliore è cuocerlo per pochi minuti in forno a microonde, coperto con una pellicola trasparente. Questo metodo può essere utilizzato anche per far appassire le verdure e soprattutto la cipolla, che così manterrà tutto il suo aroma.
Tornando alla terminologia culinaria, quando in una ricetta trovate il termine “appassire”, significa che il fuoco deve essere molto basso affinché gli ingredienti, solitamente verdure, restino morbidi e non coloriti a fine cottura. Si può utilizzare tra la pentola e la fiamma un rompifiamma che rende meno intenso il fuoco sotto la pentola e quest’ultima deve essere chiusa con un coperchio in modo che le verdure al suo interno rilascino l’acqua che poi andrà ad assorbirsi lentamente.
Il termine “imbiondire” si riferisce invece all’aglio, che va fatto colorare a fuoco basse e senza coperchio in un tegamino con dell’olio; una volta che sarà imbiondito andrà eliminato oppure potrà essere lasciato ad insaporire altri ingredienti aggiunti, che impediranno di aumentarne il colore.
Il soffritto, preparato base per quasi tutte le ricette di sughi ma anche per altre pietanze, è a base di verdure tritate come la cipolla, il sedano e le carote, ma anche prezzemolo oppure aglio,  e va cotto a fuoco molto basso e senza coperchio, rimescolando di tanto in tanto fino a quando gli ingredienti inizieranno a sfrigolare.
Per rosolare o dorare carni o verdure, il fuoco deve essere invece abbastanza alto perché i cibi si devono colorare in modo omogeneo e formare sulla superficie una crosticina che li rende più morbidi all’interno.

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