28set

La maschera di Cera

Di , settembre 28th, 2010 | Salute e benessere | 0 Commenti

Capitolo I

“Che senso ha studiare e ricercare la maniera di allungare la vita se questa è, e sarà piena di dispiaceri ?”
A questo stava pensando il Professor Richard Pillner, pluri-laureato ed insigne Responsabile dei laboratori di ricerca cosmetologica presso i laboratori della “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” dopo avere ricevuto e letto la mail del Sig. Frank Hill.
Nella mail si caldeggiava l’incremento di risultati relativi al progetto: “Long Life Wellness” che da ormai un paio di anni, era stato avviato, ma sembrava ben lungi dal produrre uno straccio di risultato commercialmente valido.

“Egr. Sig. Hill,
Le comunico che il progetto LLW sta incontrando ostacoli imprevisti che rallentano in maniera considerevole la stabilizzazione della molecola ‘Young’ che non rimane attiva una volta assimilata in un organismo, ma anzi viene attaccata dal sistema immunitario.
Chiedo non appena possibile una riunione tecnica.
Saluti,
Dott. Pillner”

Queste le poche righe di risposta che il Professore era riuscito a scrivere trattenendo la rabbia crescente, allo scopo di evitare l’ innesco di un putiferio, come invece accaduto, nell’ultima riunione ove il Sig. Huffmann aveva poi accusato un lieve malore, nello sforzo di ricomporre le parti.
Capitolo II

Mentre il taxi lo stava riaccompagnando a casa, il Professor Pillner stava rimurginando ancora sulla scoperta avvenuta per un errore di sintesi alcuni mesi prima.
La sua collaboratrice più promettente (probabile futura candidata ad un Nobel) Elisabeth Stanford aveva sbagliato un passo nella procedura di fotocoagulazione sintetica del PMG, col risultato che quando il nuovo “elisir di lunga vita” (meglio dire l’ennesimo tentativo di ottenerlo) venne iniettato nelle cavia LLW55 affettuosamente battezzata Molly, il suo organismo s’era comportato diversamente da quello delle precedenti, incoraggiando un cauto ottimismo nello staff.
Purtroppo Molly era comunque deceduta dopo un paio di mesi, sempre di più delle massimo tre settimane dei risultati precedenti, ma ovviamente troppo poco per un elisir di lunga vita, ma l’ ”autopsia” aveva rivelato che lo stato di salute di Molly sembrava come congelato al momento in cui il siero le era stato iniettato…
“Eccoci arrivati professore” disse il tassista riportandolo al presente.
“Grazie” e allungò una banconota da 20 dollari, e come al solito aggiunse: “Tenga pure il resto”.
Poi, sceso e chiusa la portiera, si avviò sul vialetto della propria abitazione.

Capitolo III

Entrò nel ‘suo regno’, così il professore amava definire le sue varie dimore.
Ne aveva infatti avute almeno 8, da quando era nato in California, poi trasferitosi in Virginia con tutta la famiglia al seguito del padre, Colonnello dei Marines.
Poi il College, poi il MIT, poi i master in giro per gli Usa e l’Europa ed infine in North Carolina alla “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” dei soci Frank Hill e Friedrich Huffmann.
Qui aveva assunto il comando di un validissimo gruppo di menti provenienti da tutto il mondo.
Elisabeth Stanford:
una morettina un po’ gracilina che sarebbe andata assai bene per gli spot sulle barrette per dimagrire, nata a New York, 26 anni prima, e laureata in nano-tecnologie ad indirizzo biochimico alla Yale University che lui scherzosamente faceva arrabbiare dicendole che quello che non aveva di fuori lo aveva di dentro, riferendosi ad una gentilezza d’animo e ad un cervello con un Q.I. oltre il 125 !
Mark Hu Ling:
laureato in biologia marina, 28 anni, di origini vietnamite, appassionatissimo e fissatissimo con la vita al di fuori del pianeta Terra, aveva un solo difetto: era introverso ed un po’ anche permaloso.
Andrej Serdckencko:
fisico quantistico russo, 39 anni, chiamato solo per nome (per ovvi motivi), laureato a San Pietroburgo, aveva ritrovato la gioia di vivere, dopo che un grave incidente stradale su un’autostrada per Mosca gli aveva portato via la moglie e la figlioletta di soli 4 anni.
Anna Maria Dos Santos Emeralda Coimbra:
29 anni di origini brasiliane, laureata in chimica e con specializzazioni e masters in diversi rami della chimica e delle sue applicazioni. Non era certo il prototipo di ragazza brasiliana, anzi, ad essere sinceri era un po’ bruttina, considerando che non sapeva che le parrucchiere le avevano già inventate, così come non considerava che i designers si erano applicati anche sulle montature degli occhiali…
Antony Russo:
italo-americano, 30 anni, moro, laureato alla Normale di Pisa in ingegneria informatica. Visti fallire i sogni di gloria in Italia, era divenuto Capo Tecnico in un’azienda al di là dell’oceano Atlantico. Il suo compito era di occuparsi delle attrezzature per svariate decine di milioni di dollari che il laboratorio utilizzava, nonché della sicurezza informatica dei dati.
William Curie:
laureato al MIT, 28anni, con lontane origini francesi, esperto in biologia di sintesi, o vita artificiale, era alquanto solare e pacioso purchè non gli si chiedesse se era in qualche modo parente con i più illustri coniugi Curie.
Andrea Van Der Wooke:
olandese, 24 anni, laureata in matematica e lingue; purtroppo non veniva notata per il suo QI, né per il fatto che parlasse e scrivesse correttamente in 12 lingue (tra cui 2 dialetti Cinesi!) ma per la bellezza da copertina stile playmate; non a caso era soprannominata “Miss July” perché nata in luglio; non aveva mai posato nuda in nessun numero di Playboy e in nessun mese…
Inoltre vi erano altri 9 stagisti provenienti tutti dal Nord America.
Questo era il suo “Dream Team” che però al momento era più corretto chiamare “Nightmare Team” visti i numerevoli fiaschi ed i pochi passi in avanti verso la vita oltre i 200 anni.

Capitolo IV

Un brontolio dallo stomaco fece riemergere il Professore dalla sua analisi dell’autopsia di Molly.
Erano le 22:33 e non aveva né pranzato né cenato e il suo organismo reclamava calorie !
S’alzò dalla sua poltroncina e si diresse in cucina, ove aprì sconsolato il frigorifero prima, poi tutti gli sportelli della credenza, per tornare allo studio e telefonare al “Bella Napoli’s Pizzas” ed ordinare una “Gigante della casa con molta mozzarella e poche verdure”.
Dopo una ventina di minuti il ragazzo delle consegne gli recapitò quanto ordinato.
La fame del professore amplificava il senso di bontà della pizza.
Poi placati i morsi della fame, ritornò alla carpetta che il dott. Marthens gli aveva consegnato dopo aver debitamente sezionato ed esaminato il corpo della cavia Molly.
Ciò che più attirava la sua attenzione erano i riferimenti allo stato del pelo e di alcuni altri parametri biologici che erano rimasti sugli stessi livelli pre-puntura.
Tutte le cavie venivano analizzate prima dell’iniezione dei loro “intrugli” per avere un chiaro e probante confronto che testimoniasse senz’ombra di dubbio che la cavia in questione avesse campato di più a causa dei loro studi e non invece per merito di fattori casuali non dipendenti in alcun modo dagli esprimenti del Professore e dei sui collaboratori.
Si propose così l’indomani mattina appena arrivato in ufficio di parlare con Elisabeth, per ricostruire lo sbaglio e riprodurre ed analizzare il prodotto dell’esperimento protocollato come LLW008974#ZZEP*.
La mattina dopo si svegliò carico d’entusiasmo e fece tutto precisamente e metodicamente quello che faceva ogni mattina prima di andare in ufficio dal lunedì al venerdì, peccato che fosse sabato…

Capitolo V

Il professore si rese conto che era sabato solo quando aperta la porta per uscire, raccolse il giornale e vide il richiamo al big match di NBA che finalmente oggi sarebbe andato in scena, e visto che da settimane tutti i media non dimenticavano di ricordarlo a chicchessia citando e scandendo data ed orario il professore salì con gli occhi il quotidiano e lesse a fianco della testa la data: Saturday March 19Th 2015 !
Il taxi arrivò da lì a un minuto, e visto che non doveva andare in ufficio, decise di farsi un giro in città.
Da quant’era che non andava in centro ? 1 anno ? Di più ? Non riusciva a ricordare con precisione sicuramente da quando aveva accettato la chiamata alle armi della “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” di ore di svago se n’era concesse ben poche.
Ma un altro cruccio lo assaliva, ed anche in questo caso non focalizzava cosa fosse.
Poi trillò il cellulare: un Sms.
Aprì il suo cellulare e lesse:
“Tanti auguriiii a teee, tanti auguriiii Professoooreee, tanti auguriiii a teee. Cento di questi giorni ! Il tuo ottavo nano”.
Caspita! S’era dimenticato che oggi era pure il suo compleanno !
Rispose all’Sms con un: “Grazie cara”.

Capitolo VI

Lunedì 21, alle 8:25, erano già tutti in fibrillazione al laboratorio, ma non perché si stava ripetendo l’esperimento, ma perché non si riusciva ricordare, e a ricostruire ciò che aveva creato l’esperimento LLW008974#ZZEP] (ribattezzato inizialmente solo gioventù ) poi visto il continuo sbattere contro un muro divenne gioventù bruciato…
“Allora, daccapo: Mark e Maria hanno ripreso il materiale biologico di back-up dell’ultimo esperimento, hanno apportato le modifiche all’RNA ai punti evidenziati da me, l’hanno passato a Elisabeth, che con William e Paul (uno stagista) hanno modificato la sequenza Gamma.
Infine anno passato tutto ad Antony che ha immesso la provetta nel sequenziatore e…?” riepilogò Pillner.
Prendendo la parola Antony proseguì: “E… ho impostato i parametri dell’esperimento modificando il tempo d’esposizione e la temperatura come da programma”.
“E allora come mai se rifacciamo tutto non riotteniamo lo stesso risultato di mercoledì porca…” e si trattenne.
Era difficile vedere il Prof. che perdeva le staffe e rischiava di imprecare…
Non ci fu verso di risolvere l’arcano, così alle 23:44 il solo Antony rimase in laboratorio per un’ultima prova.
Come al solito il professore allungò una banconota da venti dicendo di tenere pure il resto, scese dal taxi, arrivò alla porta di casa, se la richiuse alle spalle quando il cellulare vibrò (era rimasto in modalità vibrazione in quanto in laboratorio erano assolutamente vietate le suonerie).
Era Antony alquanto agitato che urlava: “Ce l’ho fatta ! Ce l’ho fatta !”

I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

Emiliano Dix

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