I cavalli selvaggi d’America
Pubblicità PubblicitàI cavalli selvaggi d’America sono da sempre simbolo di libertà. E’ una storia lunga, che inizia nel XVI secolo, quando i cavalli importati dal Messico (i Mustang) si riunirono in branchi liberi scorazzando per le praterie, arricchendo l’immaginario di tutti con le loro corse nel vento, per la loro fierezza, forza e autonomia.
Da sempre inseguiti dai Cowboys, continuano oggi la loro storia di fuga per la libertà nel deserto californiano, dove è in atto uno scontro, che divide l’opinione pubblica e vede la contrapposizione tra ambientalisti e amministratori locali. Le autorità segnalano l’emergenza di contenere il numero eccessivo di questi cavalli, catturandoli e rinchiudendoli in ranch privati. Gli animalisti si oppongono e parlano di cattura costosa e disumana.
Il New York Times parla di una lotta che vede da un lato circa 40.000 cavalli sparsi nei 10 stati americani (ultimo baluardo di quello che fu l’antico Far West) e dall’ altro un gruppo di ‘pseudo-cowboys’ senza lazi ma con comodi elicotteri tecnologici, che utilizzano per spingere i branchi di cavalli verso trappole e imprigionarli.
Per le autorità che gestiscono la situazione i cavalli selvaggi sul territorio sono troppi e le operazioni per catturarli non sono cruente, servono a mantenere la popolazione dei “mustang” a livelli più sostenibili, per la salute dei cavalli stessi e per quella degli altri animali.
Durante le operazioni di cattura i cavalli vengono individuati dagli elicotteri e spinti verso delle reti chiuse ad imbuto che li imprigionano conducendoli verso un recinto provvisorio. Ma tali operazioni non sono completamente senza costi in termine di vite: in una delle ultima operazioni sono morti sette mustang, e nell’inverno scorso in un attacco in Nevada sono deceduti oltre 100 esemplari. E su questo si stanno battendo gli animalisti.
I cavalli catturati vengono messi a disposizione per l’adozione, ma la richiesta è scarsa e i costi di mantenimento di un cavallo sono molto elevati. Succede così che il governo finisce per spedirli in grandi ranch privati del Midwest, cacciando i cavalli selvaggi dai terreni pubblici, permettendo al bestiame dei privati di pascolare, e li mandano in ranch privati pagando dei mandriani per mantenerli.
Fieracavalli, la fiera equestre internazionale che si svolge ogni anno a Verona, dedica ampio spazio al cavallo americano con un’esposizione di oltre 700 esemplari appartenenti alle principali razze americane, Appaloosa, Quarter e Paint che si sfideranno in una varietà di competizioni: dalla coppa del mondo di barrel, alle specialità di cutting, team penning, pole bending e morfologia.
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