Intolleranza alimentare: impariamo a riconoscerla

Recentemente si è appurato che circa il 40 % della popolazione ritiene di poter essere intollerante ad alcuni cibi, mentre la scienza ufficiale stima che soltanto il 5-10% delle persone soffrano di disturbi dovuti ad intolleranze alimentari. Va specificato che l’intolleranza alimentare si differenzia dall’allergia alimentare: quest’ultima coinvolge il sistema immunitario, provocando reazioni violente e immediate, ed è generalmente ereditaria e diagnosticabile sin dai primi anni di vita; la prima, invece, coinvolge il metabolismo della persona ed è più diffusa e problematica da individuare.

Esistono vari test per stabilire se si è affetti da un’intolleranza, ma nessuno ha dimostrato sufficiente validità ed attendibilità scientifica per essere accettato dalla medicina ufficiale. Pertanto spesso si tende a stabilire, anche mediante auto-diagnosi, che si è intolleranti ad un certo cibo in maniera superficiale, eliminandolo sbrigativamente dalla propria dieta. Così facendo però si rischia di cancellare non la “malattia”, ma semplicemente il sintomo e di andare a creare nuovi deficit nel metabolismo.
Nel caso si sospetti di avere un’intolleranza alimentare, quindi, è bene rivolgersi ad un medico o ad un dietologo che, attraverso la combinazione di più prove, può accertare l’effettiva presenza del problema. Si procede successivamente alla compilazione di una dieta che permetta all’organismo di ricevere tutte le sostanze necessarie per il mantenimento di una buona salute, pur eliminando, parzialmente o totalmente, i cibi che sono fonte di disturbo.
Le intolleranze alimentari più comuni sono quelle al lattosio, contenuto nel latte e nei suoi derivati, ed al glutine. Quest’ultima intolleranza è chiamata celiachia, ed è una disfunzione permanente il cui unico rimedio consiste nell’adottare una dieta priva di glutine. Essendo sempre più diagnosticata negli ultimi anni, esistono ormai svariati alimenti e ricette dietetiche adatte ai soggetti celiaci.

E’ appurato, inoltre, che molte intolleranze alimentari sono “false”. Una cattiva alimentazione, uno stile di vita poco salubre e inattivo possono portare all’insorgere di disturbi erroneamente associati a particolari categorie di cibi. La prevenzione e la cura di queste problematiche passa, inevitabilmente, dal raggiungimento di uno stile di vita più sano ed equilibrato.

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