Il mercato delle assicurazioni auto non risente delle difficoltà del settore automotive

Un’eterna, noiosa e insopportabile crisi economica e finanziaria sta creando parecchi problemi non solo di tipo economico, ma anche di tipo sociale. Questo non solo in Italia. Il rapporto tra crisi, occupazione e consumi e infatti inestricabile. E ognuna di queste variabili è legata all’altra così che a mo’ di effetto domino quando va male qualcosa da una parte non può che contaminare il resto.

Il calo dell’occupazione comporta a una stretta sui consumi. Come si sa uno dei settori che ultimamente risentono maggiormente di di questa congiuntura e quello rappresentato dal mondo delle automobili. Di importanza notevole, un settore produttivo che riveste un’importanza notevole dando lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori, una cifra ancora più grande se si considera l’indotto. Proprio per questo il mercato auto assorbe forme di sostegno (come ad esempio la cassa integrazione) in misura nettamente maggiore rispetto agli altri comparti.

Per lo stesso motivo periodicamente, per il cambio dell’auto, vengono erogati incentivi ai consumatori e quando questi si esauriscono la situazione si fa difficile. Il mercato delle assicurazioni auto, tuttavia, non sembra risentire di queste difficoltà che con il mercato dell’usato, in questo periodo particolarmente florido, cresce anche se le immatricolazioni di auto sta andando in crisi. Di seguito alcuni dati per definire il quadro.

Secondo i dati resi noti da Unrae (l’associazione che riunisce i rappresentanti delle Case estere in Italia) la spesa italiana per l’acquisto di nuove auto è scesa del 10,3% . Se nel 2009 la spesa era stata di 41,9 miliardi di euro, nel 2010 arriverà a malapena a 37,6 miliardi. Complessivamente mancano all’appello circa 200.000 immatricolazioni, molte delle quali erano composte da veicoli che rientravano negli ecoincentivi. Purtroppo le previsioni per il futuro restano grigie. Sempre secondo le statistiche Unrae, nel 2011 il mercato in Italia calerà di un ulteriore del 5,6% e tale previsione potrebbe peggiorare anche in base all’andamento dei prezzi della benzina.

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