Lo scoppio del carro: l’appuntamento pasquale fiorentino

L’usanza dello scoppio del carro è una tradizione pasquale fiorentina che risale addirittura ai tempi della prima crociata. La leggenda narra che fu il fiorentino Pazzino de’ Pazzi a salire per primo sulle mura della Città Santa dove pose l’insegna bianca e rossa dei crociati. Per questo atto di eroismo, Goffredo di Buglione, Duca della bassa Lorena, gli donò tre schegge del Santo Sepolcro che sono tutt’ora conservate nella Chiesa dei Santi Apostoli di Firenze.

Le tre schegge venivano utilizzate ogni Sabato Santo dai fiorentini per accendere una piccola torcia che sarebbe stata utilizzata dopo la processione cittadina per distribuire il fuoco benedetto in ogni focolare domestico nel giorno di Pasqua. Col passare degli anni la festa del Sabato Santo divenne sempre più ricca ed articolata: il fuoco santo iniziò ad essere trasportato con un carro su cui ardevano dei carboni infuocati. Verso la fine del Trecento vennero introdotti i fuochi d’artificio per lo “scoppio del carro” che veniva rigorosamente preparato dalla famiglia Pazzi.

Nel 1478 la Signoria cacciò i Pazzi dalla città a causa della loro congiura organizzata contro la Famiglia de’ Medici. Venne vietato lo scoppio del carro, ma questo provocò il malcontento dei fiorentini che riuscirono a convincere i de’ Medici a reintrodurre la fragorosa tradizione; fu così che la Signoria ordinò ai Consoli dell’Arte Maggiore di Calimala, amministratori del Battistero, di provvedere ai futuri festeggiamenti caratterizzati dal folkloristico “scoppio del carro”. Nel 1494, Firenze cacciò i Medici e fu così restituito alla famiglia de’ Pazzi il privilegio dell’organizzazione del carro del Sabato Santo. I Pazzi, per l’occasione, allestirono un carro trionfale a tre piani che da anni, attraverso ripetuti restauri, è il protagonista indiscusso della tradizione pasquale fiorentina.

Oggi i fuochi posizionati sul carro vengono incendiati da un razzo dalle sembianze di una bianca colomba. Il fragore dello scoppio iniziale è assordante e, tra scoppi e nubi di fumo causate dai fuochi artificiali, si distribuisce a tutta la città il fuoco benedetto del Sabato Santo. Le scintille coloratissime dei fuochi animano festosamente le vie della città, donando Firenze un tocco unico durante la giornata della festa pasquale.

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