green: il colore del nuovo mondo!

Il Problema Ecologico negli ultimi decenni ha caratterizzato parte del dibattito
pubblico, sia nazionale che internazionale – con particolare attenzione
all’ambiente, una nuova sensibilità per la Natura, una riscoperta
dell’importanza dell’equilibrio negli ecosistemi. L’Uomo non è solamente
“essere sociale” – non dipende solamente dalle strutture della
propria comunità, ne tanto meno da quella della società in cui vive – esso è
anche un “essere naturale”, un’entità di un complesso sistema vitale
che si dispiega giorno dopo giorno seguendo linee di equilibrio dinamiche. Dunque
il “sistema Mondo” in cui viviamo è una complessa rete di relazioni
tra entità sociali diverse, ma anche tra entità vitali differenti, ed è
caratterizzato da interconnessioni continue tra eventi che accadono
contemporaneamente nei diversi sistemi vitali. Non è inusuale, nel dibattito
sui diritti fondamentali, incontrare una divisione generazionale nella genesi
dei diritti stessi: si definiscono di prima generazione quelli inerenti ai
diritti politici, di seconda quelli economici, sociali, culturali, di terza
quelli fondati dal principio “solidarietà”. È proprio in quest’ultima categoria
che si potrebbero far rientrare i diritti ambientali, i diritti per le
generazioni future. Sarebbe così azzardato compiere un salto concettuale da
“diritti” a “doveri” quando si parla di ambiente ed ecologia? A pensarci bene
tutta la disputa sui “diritti” è senza dubbio supportata da una visione
antropocentrica – dove al centro dell’attenzione è posta la vita dell’uomo. Ma,
dobbiamo riscontrare, che l’antropocentrismo caratterizza anche la definizione
di “minaccia”, è abbastanza evidente che, per molto tempo, si è
riconosciuto come pericolo la violazione compiuta direttamente dall‘uomo
sull‘uomo, e sono state ignorate le offese apportate dall’uomo a quella
rete complessa del “sistema Mondo”. Sono trascurati i “doveri”, e con
essi un approccio Biocentrico – in cui è l’entità vitale (qualsiasi essa sia)
ad essere polo di attenzione. Non chiediamoci cosa l’ambiente può fare per noi,
ma cosa noi possiamo fare per l’ambiente. Ed è da questo presupposto che
nascono le più importanti azioni di difesa ambientale, di stampo meramente
ecologico: dalla produzione di beni alla produzione di idee.

Come l’iniziativa promossa da Alexandra Guerrero per il
riciclaggio di mozziconi di sigaretta. In tutto il mondo si fumano ogni giorno
più di 15 miliardi di sigarette. L’idea nuova e stupefacente consiste nel
proporne un riuso a tutti gli effetti nel campo della moda. La designer cilena
ha scoperto che una volta sterilizzati e sanificati in autoclave, i mozziconi
possono essere trasformati in fibre. Asciugate e mescolate nella proporzione di
un 10% ad altri materiali naturali come ad esempio la lana di pecora, i filati
diventano vestiti, cappelli, poncho ed accessori d’abbigliamento davvero di
tendenza.

Oppure l’invenzione “eco-sociale” del giovane designer spagnolo, Martin Azua: un’insolita
urna, nella quale assieme alle ceneri del defunto, vengono inseriti i semi
degli alberi che in vita la persona ha amato di più. A guardarlo sembra un
classico bicchiere in cartone, di quelli molto in uso nelle catene di fast food
internazionali. Ma stavolta invece che contenere del thè caldo, del caffè o
della cola, qualcuno ha pensato bene di farne l’eco-involucro ideale per
l’ultimo viaggio. Fatta di fibre di cocco, cellulosa e torba, l’urna bio
risponde essenzialmente ad un’idea del suo inventore che ha dichiarato di
preferire un proseguimento della sua vita sotto un albero piuttosto che sotto
una lapide.

 

E,non per ultima, la nuova idea commerciale tutta italiana, a firma Toner
Company: possibilità di utilizzare toner e cartucce per stampanti “rigenerati”,
o meglio “ricaricati”. Un’iniziativa che vuole puntare sia sull’economicità sia
sul carattere ecologico della tecnologia. www.tonercompany.it:
“invia 20 toner scarichi e riceverai un toner carico in omaggio”.

Il mondo è pieno di idee: tingiamole di GREEN!

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