Stagione invernale da dimenticare per le località sciistiche.

Ancora non è del tutto conclusa la stagione invernale 2011-2012 ma è già tempo di bilanci. E questi non sono certamente positivi. E’ quanto emerge dall’analisi della Cidec Turismo (Confederazione italiana esercenti commercianti) che ha esaminati i dati relativi al segmento neve del turismo italiano. Secondo la Cidec il bilancio è assolutamente negativo con un calo sia di presenze che di fatturato che non ha risparmiato nessuna regione italiana, soprattutto quelle dell’arco alpino.

Uno dei motivi principali è stato senza dubbio quello metereologico: non c’è stata infatti neve nel periodo durante il quale, negli anni scorsi e storicamente, si registra il maggior numero di arrivi cioè quello dall’Immacolata all’Epifania. La mancanza di neve abbondante ha fatto sì che molti turisti preferissero disdire le loro prenotazioni presso gli hotel Trentino, gli alberghi del Piemonte e le strutture ricettive di Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto. Ma il clima non è stato d’aiuto neppure quando le nevicate sono arrivate dal momento che sono state talmente intense da creare moltissimi problemi alla viabilità e quindi si è spesso reso impossibile per i vacanzieri raggiungere le stazioni sciistiche.

La conseguenza è un anno nero dalle Alpi fino all’Appennino e all’Abruzzo come afferma anche il presidente nazionale di Cidec Turismo, Paolo Esposito: “Un anno da dimenticare insomma, la stagione peggiore degli ultimi dieci anni, che pesa fortemente su un settore i forte crisi”. Sono calate le settimane bianche mentre una flessione, seppur minore, si è registrata anche nelle prenotazioni dei week end. La maggior parte della contrazione economica è stata quella di Lombardia, Veneto, Trentino – cali di presenze anche negli hotel Val Rendena e Val di Sole – nonostante qui si trovino alcune tra le più note località sciistiche italiane come Madonna di Campiglio, Pinzolo, Marilleva e Folgarida – ed in Appennino mentre l’Alto Adige ha retto grazie al turismo italiano di alta fascia ed alle presenze straniere che non mancano mai in Val Gardena, Val Badia e Plan de Corones.

Aggiunge Esposito: “Si tratta certamente di un anno da dimenticare; Natale e Capodanno rappresentano il periodo più importante, in cui gli hotel risultano al massimo dell’attività, con personale al completo, quindi è difficile salvare poi la stagione in corsa”. Inoltre non dimentichiamo che il settore risente i contraccolpi della crisi economica che va ad aggravare una situazione di difficoltà delle aziende dovuta ad una serie di appesantimenti gestionali, fiscali e burocratici che gravano sul settore. E’ necessario avviare un confronto con gli Enti locali e il Governo per assicurare supporto non solo finanziario, ma anche burocratico e amministrativo alle aziende, e soprattutto per avviare la diversificazione dell’offerta lavorando ad un piano di rilancio del comparto che non faccia più trovare impreparati gli operatori, offrendo, sui territori, nuove forme di attrazione e di intrattenimento, anche con una politica promozionale più efficace”.

Ora si punta sulla stagione estiva sperando di riuscire a recuperare almeno in parte ciò che è stato perso nei mesi scorsi.

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