Come scegliere il pellet migliore

Scegliere una buona stufa a pellet è importante ma lo è altrettanto comprare il giusto combustibile. Un pellet economico e scadente costerà meno ma brucerà in fretta e soprattutto a lungo andare potrebbe comportare dei problemi alle tubature. Questo però non vuol dire che i rivenditori non possano fare delle offerte e che il pellet economico sia sempre e necessariamente scadente. Come riconoscere il miglior pellet? Sono fondamentalmente due i fattori di cui bisogna tener conto (e che devono essere riportati sul sacco del combustibile). Il primo è il potere calorifico. Più alto è il suo valore  e meglio funzionerà la stufa a pellet: in ogni caso deve essere quantomeno superiore ai 4,5 KWh/Kg. Il secondo è il residuo di cenere che ci indica quanto il pellet sporcherà la stufa dopo la combustione. In questo caso il valore deve essere il più basso possibile (preferibilmente sotto l’1%).

A fare la differenza è anche il tipo di pianta dalla quale è stato prodotto il pellet: sembra che quello più puro sia quello di faggio, seguito da quello di abete che però ha il limite di sporcare la stufa trattandosi di una pianta resinosa.

Sono anche previste delle certificazioni che attestano la qualità del pellet: la più importante è il Pellet Gold, che calcola l’indice di radioattività.

Il modo migliore per risparmiare non è comprare un pellet scadente ma fare scorte di sacchi in estate, quando i prezzi scendono. Certamente se correrete a comprare il pellet alla prima nevicata troverete i prezzi alle stelle. Online esistono anche gruppi di acquisto per il pellet in modo da puntare sulla quantità di ordine per ottenere sconti consistenti.

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