Come scegliere il giusto tappetino yoga

Che si frequenti un corso oppure si decida di intraprendere la strada del fai-da-te, il punto di partenza per fare yoga e stare comodi è la ricerca del tappetino giusto. Proviamo a capirne di più

Per molte persone, un tappetino yoga rappresenta uno spazio sacro, simbolo di rilassamento, sollievo e rigenerazione. Anche i neofiti possono capirne la motivazione: se stiamo mettendo in pratica la posizione del cane che guarda in giù o tentando alcuni movimenti di vyniasa, non possiamo certo rischiare di scivolare a causa di una superficie poco adatta. Insomma, un tappetino può fare la differenza tra un buon esercizio e un vero e proprio disastro.

Le basi. Un buon tappeto è essenziale per la trazione, conforto, il sostegno e l’attenuazione dei colpi, oltre che ovviamente per una ragione di igiene e di sicurezza personale. Il mercato è sempre pieno zeppo di grandi varietà di colore, modelli, dimensioni, forma, spessore e portabilità; le caratteristiche necessarie, comunque, dipendono dal tipo di yoga che si pratica, che determina anche la quantità di ammortizzazione che ci serve e la giusta resistenza allo scivolamento di mani e piedi sudati. La buona notizia è che non c’è bisogno di spendere moltissimo soldi: cliccando su Shankara, sito specializzato nei prodotti orientali, si possono trovare ottimi prodotti a prezzi convenienti.

Comincia la ricerca. Forse è abbastanza intuitivo, ma bisogna comunque premettere che non esiste il perfetto tappetino yoga, così come nessun singolo tappetino si adatta a ogni tipo di esigenza. Meglio allora iniziare rispondendo a queste domande, che servono a chiarire le idee e delimitare le possibilità. In primis, questa per la disciplina orientale è una passione permanente, che giustifica anche una spesa importante, o soltanto una infatuazione temporanea? Pratichi uno stile di yoga dove la sudorazione è un problema (allora bisogna puntare su un materiale resistente). Preferisci una superficie dura e stabile o qualcosa di comodo che agevoli il lavoro delle articolazioni? Hai intenzione di usare il tappetino solo al corso (lasciandolo magari in un armadietto) o hai la necessità di trasportarlo in giro, per usarlo anche a casa o all’esterno? Sei attento all’ambiente e perciò l’ecosostenibilità dei materiali è una caratteristica per la quale sei disposto a pagare un extra?

Altre considerazioni utili. Quando scegliamo lo spessore e cuscino di una stuoia per yoga di solito dobbiamo raggiungere un compromesso tra comfort sulle articolazioni e la stabilità in certe pose. Per quanto riguarda la trasportabilità, invece, si consiglia l’acquisto di un tappeto che pesi intorno a 1,5 chili, altrimenti comincerà a farsi sentire troppo sulle braccia o sulla schiena durante il tragitto.

Le prime risposte. Guardiamo dunque il catalogo di Shankara per trovare alcune soluzioni: il Tappetino Yoga “Asana”, ad esempio, risulta tra i più economici, e si lascia preferire per le sue qualità antiscivolo e per lo strato ammortizzante su entrambi i lati. Il “Ganges” ha invece uno spessore di 6 millimetri, ed è più adatto a chi è in una fase avanzata nella pratica; “Iuta pro” è un tappetino ecologico naturale, realizzato in materiale ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente (ottenuto con una combinazione di fibre di iuta e di una speciale resina polimerica, molto traspirante), in grado di garantire un ottimo grip in tutte le asana, anche in caso di sudore. Oltre a questi, disponibili anche in diverse colorazioni (anche molto moderne e sgargianti, come lilla, viola o verde), ci sono poi altri modelli e tipologie, di differenti spessori, trame e aderenze, così da soddisfare ogni esigenza e stile di yoga. Nello shop del portale si trovano solo tappetini provenienti dall’Europa, con la garanzia di acquistare prodotti atossici, in gran parte ecologici, lavabili (a mano o in lavatrice, a seconda del tipo).

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