Incontinenza fecale, una spiacevole (ma risolvibile) conseguenza del parto

Il parto è il coronamento di nove lunghi mesi di attesa in cui tante sono le aspettative e le speranze. L’evento è di per sé traumatico, ma lascia subito spazio alla gioia della nuova vita; purtroppo, però, le settimane e i mesi successivi possono essere funestati da strascichi problematici a livello di salute pelvica.

A causa del parto naturale è infatti possibile che alcune donne possano subire lacerazioni, lesioni o perdita del tono muscolare nella zona del pavimento pelvico e dello sfintere anale. Una ricerca condotta qualche anno fa da un’università Mano di bambina appena nataspagnola ha scoperto che circa una donna su dieci, a seguito della sua prima gravidanza, ha avuto problemi di incontinenza urinaria, mentre una su dieci di incontinenza anale.

L’incidenza di tali disturbi tende ad accentuarsi nelle donne dai 35 anni in su, che soffrono di problemi di sovrappeso e che praticano poca attività fisica. Ed è proprio la ginnastica che può aiutare la prevenzione, ad esempio praticando gli esercizi di Kegel che fortificano la muscolatura del pavimento pelvico riducendo il rischio dei due tipi di incontinenza – e aiutano inoltre  a combatterla e debellarla.

Purtroppo però, nel caso dell’incontinenza fecale a seguito del parto, molte donne sperano di guarire “da sole” oppure hanno vergogna a parlarne col medico: due approcci scorretti, dal momento che la cura di tali problematiche deve sempre passare da uno specialista in materia. Fondamentali gli approcci chirurgici mininvasivi, che possono rivelarsi decisivi per la guarigione.

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