Emorroidi, dalle cure medievali a quelle moderne

Nonostante le emorroidi vengano considerate una malattia “moderna”, in quanto gli stili di vita poco salutari di oggi aumentano la predisposizione nei confronti di questi disturbi, in realtà l’uomo deve farvi i conti da tempo immemore.

Chirurgo medievaleGreci, Romani e tutte le altre antiche civiltà conoscevano bene le problematiche emorroidarie ed erano soliti curarle con impacchi, unguenti e altri metodi basati su piante officinali ed ingredienti naturali, ma fu in epoca Medievale che si svilupparono le cure (o presunte tali) antenate della moderna chirurgia.

I medici dell’epoca non si potevano certo definire gentili nei confronti delle emorroidi, visto che in caso di recidive e di prolassi consideravano l’eliminazione come la cura migliore. Naturalmente, non avendo a disposizione né anestesie né sofisticati strumenti chirurgici, la rescissione veniva effettuata mediante dei coltelli oppure, a seconda dei casi, le emorroidi venivano cauterizzate usando degli attrezzi metallici arroventati.

Per fortuna, oggi possiamo contare su metodi di cura delle emorroidi molto più evoluti… e decisamente meno invasivi! Uno fra tutti, l’approccio THD Doppler che va a intervenire non sui sintomi, ma sulle cause effettive delle emorroidi. Nello specifico, questo metodo chirurgico localizza con precisione i piccoli vasi sanguigni che regolano l’afflusso ematico nelle emorroidi; il chirurgo provvederà poi a “chiuderli”, impedendo ai cuscinetti di gonfiarsi nuovamente.

In caso di bisogno, l’intervento THD Doppler può anche contemplare un riposizionamento dei tessuti emorroidari dislocati in caso di prolasso, ripristinando così una situazione di perfetta normalità.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.