La formazione degli alimentaristi nella Regione Lazio

Da molti anni ormai, assisto ad un fenomeno veramente denigrante per la professione del consulente d’ igiene alimentare: Il commercio della formazione degli alimentaristi nella Regione Lazio, ovvero dei corsi haccp al prezzo più basso del mercato. Questa pratica ormai consolidata tra studi professionali o singoli professionisiti, non fa altro che innescare dei meccanismi pericolosi per gli utenti e per tutti coloro che si trovano a dover affrontare la “spinosa” questione della formazione sostitutiva del libretto di idoneità sanitaria.

La formazione del personale alimentarista in ambito igienico-sanitario, è una questione molto seria che, amio avviso, non può essere ridotta ad un mero adempimento burocratico che si traduce nel corrispondere una somma di denaro in cambio di un fantomatico attestato conseguito, spesse volte, in maniera molto “easy”. Conoscere i rischi connessi la manipolazione degli alimenti, a partire da quali microrganismi si possono sviluppare in determinati habitat alimentari, è un requisito fondametale del personale alimentarista, di qualunque sttore o livello di rischio egli faccia parte.

E’ necessario, pertanto, che gli operatori del settore alimentare, si affdino ad un “addetto ai lavori” che abbia la coscienza di far intraprendere un percorso formativo “dignitoso” ai propri discenti, che si concluda con un idoneo test valutativo del grado di apprendimento delle materie trattate.

La responsabilità dell’ operatore del settore alimentare di assicurare una idonea formazione al personale, è un concetto molto radicato nella regolamentazione comunitaria che “nasce”con il Reg.CE 178/2002 «operatore del settore alimentare», ovvero la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo. Tutta la normativa comunitaria accentra, per così dire, le prescrizioni e le indicazioni agli addetti ai lavori facendo leva sul concetto di responsabilità associata ai singoli operatori (produzione e/o vendita) e condivisa tra operatori (filiera commerciale, allerta sanitaria e rintracciabilità). Tale concetto viene poi reintrodotto e rafforzato dal Reg. CE 852/2004 nel capitolo XII nel paragrafo “formazione”.

Nella Regione Lazio è in vigore la Delibera 825 del 2009, che stabilisce i soggetti abilitati a eseguire la formazione del personale alimentarista, i contenuti dei progetti formativi e le rispettive ore di formazione a seconda della figura rivestita all’interno di una impresa alimentare. Altro concetto importantissimo che studiolabconsulenze rafforza continuamente è la non leggittimità della formazione a distanza, espresamente vietata nella Regione Lazio dalla delibera 825 del 2009, la quale stabilisce i requisiti dei soggetti formatori, i programmi didattici e le ore di formazione a seconda del ruolo che si ha nella impresa alimentare.

La delibera si sofferma anche sul concetto di formazione a distanza:, in merito al quale la definisce espressamente vietata fino all’ emanazione di specifiche procedure che regolamentino la stessa. In conclusione, è opportuno eseguire un percorso formativo concreto, preferibilmente in modalità residenziale, che sia adattato alle reali problematiche riscontrate nel’ impresa alimentare, auspicando di non vanificare tutto il costante lavoro eseguto dagli attori del meccanismo della sicurezza alimentare, di cui la formazione degli alimentaristi rappresenta un ingranaggio fondamentale.

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