Inflazione oltre le attese negli USA. Il dollaro vola nel Forex market

Il pomeriggio dei mercati finanziari è segnato dalla grande impennata del dollaro. La quotazione del biglietto verde ha infatti segnato un rialzo rapido, dopo che sono stati resi noti i dati relativi all’inflazione.

Indice dei prezzo al consumo: sale l’inflazione

Secondo l’ultimo report, l’indice dei prezzi al consumo ad agosto ha segnato una variazione positiva dello 0,2%. Il mese scorso questo stesso indice si era attestato sulla parità. Rispetto alle previsioni degli analisti, il dato è stato più elevato delle attese.

Ci si aspettava infatti una crescita solo dello 0,1%. La versione del dato depurato delle componenti più volatili (primi tra tutti alimentari ed energia), è +0,3%. A luglio era 0,1% ed anche in questo caso si è andati oltre le attese degli analisti, che stimavano un rialzo dello 0,2%.

dollarsLa reazione dei mercati a questi dati è stata favorevole al biglietto verde. La quotazione del dollaro statunitense è infatti schizzata verso l’alto nel forex market, guadagnando su tutti le altre major.

Coloro che hanno accesso ai segnali opzioni binarie gratis, hanno visto improvvisamente giungere consigli di acquisto della valuta americana.

Nel pomeriggio il dollaro ha guadagnato nei confronti dello yen (102,169 ma ancora di più rispetto all’euro che scende in area 1,118. Ancora più evidente la variazione del cross GBP-USD, che a metà pomeriggio è scesa fino a 1,307 (-1,24%).

Questo report potrebbe avere delle ripercussioni sulle prossime mosse della Federal Reserve. La FED portare infatti decidere anche di portare avanti una stretta monetaria. I trader guardano proprio a questo. Il meeting della Fed è in programma il prossimo 20-21 settembre, e l’istituto centrale USA deciderà se procedere o meno ad un rialzo del costo del denaro.

Fiducia dei consumatori stabile

Non ci registrano invece sorprese per quel che riguarda l’altro dato marco della giornata. La fiducia dei consumatori americani ad agosto è stabile. Secondo quanto riportato dall’Università del Michigan, infatti, questo indice si è attestato a 89,8 punti, in linea con l’ultimo dato diffuso il mese scorso.

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