Antichi popoli in Toscana: gli Etruschi

storiaGià gli antichi avevano opinioni discordi circa l’origine degli Etruschi:

  • alcuni infatti li ritenevano originari del bacino dell’Egeo. Fra questi vi era Erodoto, secondo il quale erano lidii migrati intorno al XIII secolo a.C. sotto la guida del loro eroe eponimo Tirreno in seguito a una terribile carestia;
  • altri, come Dionigi di Alicarnasso, li ritenevano invece autoctoni;
  •  un altra tradizione ancora, riferita da Livio, li considerava affini ai Reti, che abitavano i territori alpini.

Attualmente la questione sussiste ancora e il fatto che in tempi recenti essa sia stata vista come un problema della formazione della civiltà etrusca, quale fenomeno sviluppatosi in terra italica, più che come un problema delle origini, ne ha soltanto mutato i termini senza però risolverla.

Abbandonata ormai l’idea di una loro provenienza nordica, che pure ebbe autorevoli sostenitori, le due principali teorie sulle origini degli Etruschi sono ancora quelle della loro provenienza da oltremare, dal bacino egeo, e quella della loro autoctonia.

La prima non sostiene più la massiccia migrazione di un intero popolo, ma piuttosto l’arrivo e l’insediamento (anche in epoche successive) di gruppi numericamente limitati che costituirono poi il nucleo essenziale del futuro popolo etrusco, come aristocrazia dominante, impostasi sulla popolazione indigena. In questo caso gli etruschi potrebbero essere indentificati con i Teresh, che gli antichi egizi definivano come uno dei popoli del mare.

La seconda ipotesi, basata essenzialmente sul fatto che secondo le testimonianze archeologiche il passaggio tra la cosiddetta civiltà villanoviana e quella etrusca avvenne senza bruschi cambiamenti o soluzione di continuità e che non vi è nella seconda nessun elemento di derivazione orientale che non possa essere spiegato con contatti commerciali e culturali con l’Oriente e la Grecia, vede negli Etruschi una sopravvivenza della popolazione pre-indoeuropea dell’Italia antica.

Tuttora non sono emersi fattori archeologici determinanti a favore di una o l’altra ipotesi e neppure la lingua, sicuramente non indoeuropea e notevolmente affine a quella documentata sull’isola di Lemno da alcune iscrizioni, fornisce argomenti decisivi.

In tempi recenti, studiosi moderni hanno ipotizzato una quarta tesi, ovvero la coesistenza di tutte e tre le teorie classiche. Ancor più nuovi studi, condotti grazie a tecnologie di nuova generazione di sequenziamento del DNA, darebbero invece ragione alla versione di Dionigi di Alicarnasso.

Agli Etruschi si è sempre guardato come a un popolo unitario sin dalla loro preistoria. Tuttavia gli Etruschi, come unità, risulteranno esistere solo a partire dall’VIII secolo a.C. con una propria lingua e con proprie usanze, benché non fossero così omogenei nelle varie regioni dove avrebbero abitato per poter negare che essi, come unità etnica, furono il risultato dell’unione di diversi popoli.

È indubbio, infatti, che da quanto è stato tramandato della loro storia e da documenti monumentali rimasti, compaiono elementi italici, egizi, greci, sirio-fenici, mesopotamici, urartei, indoiranici. Ad ogni modo, è comunemente accettato che il popolo etrusco si sia formato nella terra conosciuta come Etruria, tra i fiumi Tevere e Arno, dalla costa tirrenica alle giogaie dell’Appennino.

Articolo a cura di:

Azimut Treks, Walking in Tuscany

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