Statoil: «Faremo profitti anche col petrolio a 25 dollari a barile»

petrolio-statoilLa norvegese Statoil sta per dare un altro colpo al mercato del petrolio. Un mercato che già di suo vive profonde incertezze. Il continuo ribasso dei prezzi ha reso tutti gli attori più nervosi e impazienti. In molti auspicano un accordo tra produttori che possa calmierare la produzione, il cui livello esorbitante ha spinto sempre più giù il prezzo del barile. Attraverso i dati storici della piattaforma di trading Plus500, si può notare che pochi anni fa un barile costava fino a 140 dollari. Oggi invece la quotazione del petrolio è scesa sotto i 50. E la fase discendente sta ancora continuando.

La mossa di Statoil

Come se non bastassero le già forti turbolenze del mercato, adesso ci si mette anche dell’altro. Ovvero quello che ha annunciato Statoil, la compagnia nazionale norvegese: basteranno 25 dollari al barile per fare profitti. Una considerazione che potrebbe avere un effetto importante sul mercato dell’oro nero.

Mentre c’è chi come Vlad Putin incrocia le dita e spera in un accordo tra i produttori per ridare slancio al mercato, c’è anche chi ha pensato bene di dare una svolta da sé. L’obiettivo è quello di abbattere i costi di produzione, in modo da poter fare utili anche con i barili a poco prezzo.

La compagnia di Stato norvegese Statoil, come detto, ha annunciato qualcosa di clamoroso. Porterà il «break even» sotto i 25 dollari al barile. Il break even è il prezzo del barile oltre il quale si possono fare profitti. Spingerlo sotto quota 25 dollari sarebbe un’impresa da record. Vale la pena sottolineare che nello scorso mese di gennaio bastò un “break even” di 27 dollari per mandare fuori mercato quasi tutti i produttori americani di greggio alternativo. Quello cioè ottenuto da frantumazione idraulica.

Ma come riuscirà la Statoil nell’impresa? Grazie al prossimo progetto, quello relativo al pozzo Johan Sverdrup. Ma non ci sarà nessuna ricetta segreta. La Statoil punterà su miglioramenti tecnologici incrementali, sulla rinegoziazione dei contratti con le società di ingegneria e sulle economie di costo. Nessuna bacchetta magica, quindi.

I costi per la prima fase dovrebbero essere 99 miliardi di corone svedesi, ovvero circa 24 miliardi in meno del previsto. Le modifiche al progetto porteranno inoltre a una piena capacità produttiva di 660.000 barili di petrolio al giorno. anche in questo caso, più del previsto.

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