Il futuro radioso della bici elettrica in Italia e nel mondo

Nel 2014, dopo un biennio di moderata crescita, la vendita delle biciclette elettriche in Italia registrò una nuova, importante flessione. Sembrava, a quel punto, che il comparto e-bike fosse stato ancora una volta ridimensionato e che, probabilmente, i veicoli a trazione elettrica su due ruoti fossero destinati a un mercato sempre più di nicchia. Nel 2015, però, i dati di vendita sono tornati in positivo e, in quello successivo, le biciclette a pedalata assistita si sono affermate come i veicoli elettrici più venduti al mondo, il tutto nonostante una flessione del segmento delle bici tradizionali.

Da lì è ripartita, in maniera decisiva e forse definitiva, la scalata delle bici elettriche nelle abitudini comuni di mobilità. Oggi le e-bike rappresentano il fiore all’occhiello della produzione orientata alla sostenibilità, parte integrante dei progetti per smart cities e per una riconfigurazione generale del concetto stesso di viabilità urbana.

Le prospettive future

La bici elettrica, quindi, è riuscita a entrare con decisione nelle abitudini della cittadinanza. Ciò che ancora manca oggi è un mercato paritario e comune in cui gli esercenti di tutto il mondo possano misurarsi ad armi pari. Le limitazioni normative imposte in USA, Unione Europea e mercato orientale non sono omogenee, ostacolando le esportazioni intercontinentali. Nella coda del 2016, il dibattito sull’esigenza di realizzare un protocollo ISO comune alla comunità globale è stato fortemente rilanciato e, entro il 2019, dovrebbe diventare realtà, ponendo definitivamente in essere un vero mercato mondiale della bici elettrica.

Il mercato in UE e in Italia

La Cina è leader assoluta del segmento dei pedelec. Il mercato interno della Repubblica Popolare, però, va verso la saturazione, cui si aggiungono nuove restrizioni normative sulla libera circolazione dei mezzi a due ruote per le città di Pechino e Shanghai, i più grandi mercati metropolitani del mondo per la categoria. Ci si aspetta uno spostamento degli equilibri, con i produttori dell’Unione Europea in prima linea ad ereditarne lo scettro.

In Italia il settore dimostra un’ottima vitalità, cresce da due anni ed è la stessa popolazione a dare segnali di apertura: una ricerca OnePoll su commissione Shimano ha evidenziato come l’88% degli italiani sia disposto a munirsi di una bicicletta a pedalata assistita e il 56% spenderebbe fino a 1.000 euro. Segnali incoraggianti che si allineano sullo sfondo delle esigenze di ecocompatibilità e di abbattimento delle emissioni imposto da Bruxelles e tracciato attraverso il piano Europa 2020, la nuova strada indicata a tutti gli Stati membri.

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