Come evitare i ponti termici

Se c’è qualcosa che molti ignorano quando vanno a ristrutturare la propria casa, sono la presenza dei ponti termici . Si tratta ovviamente di ponti che non sono visibili a vista d’occhio e che sono spesso il motivo di bollette alte, sia in estate che in inverno. Oggi esistono delle specifiche normative che regolano questa spiacevole situazione.

Per far fronte ai ponti termici, l’attuale normativa, con l’entrata in vigore delle norme EN UNI TS 113300, da ottobre 2014 ha stabilito i nuovi criteri per la valutazione della prestazione energetica sia degli edifici già esistenti, che per quelli di nuova costruzione. Di fatto da qualche anno, non è più possibile fare una stima ad occhio, ma e obbligatorio indicare l’origine dei dati nella relazione di calcolo da allegare all’APE.

Nel momento in cui ci sono dei ponti termici balconi, diverse soluzioni o per così dire correzioni può essere ad esempio la posa in essere di un buon strato d’isolamento termico, in modo da ridurre in modo sensibile il coefficiente di dispersione termica. Molto dipende dalla circostanza in cui versa la struttura, ad esempio nei casi più seri, per eliminare il problema, si può rivelare indispensabile ricorrere ad un innesto del solaio o del relativo muro.

Va considerato comunque che eliminare completamente un ponte termico potrebbe non essere cosa semplice. L’importante è non arrendersi considerando che con alcuni rimedi, si possono attenuare comunque gli effetti. Le correzioni più semplici sono quelle che si danno ai ponti termici infissi e balconi.

Spesso infatti sono il motivo principale della perdita di calore all’interno di una struttura che risale a più di ‘60 anni fa. Sono quindi un punto cruciale ma possono essere sostituiti da vetri termoisolanti intelaiati in serramenti e strutture con bassa conducibilità termica. Oggi con i nuovi materiali è facile eliminare ponti termici in queste strutture che vanno sostituite insieme ad una nuova gettata del profilo.

Altre volte è necessario correggere ponti termici dall’interno, in queste circostanze, la soluzione più ottimale può essere quella di intervenire con un cappotto termico, che consiste nell’applicazione di lastre isolanti o il rivestire le pareti con spessori di termo intonaci. Oggi questi interventi sono positivi per svariati motivi.

Prima di tutto supportano l’ecosistema, evitando di utilizzare troppo i sistemi di riscaldamento delle case e non solo. Questo a sua volta si riscontra in un miglioramento del peso delle bollette e per ultimo, non per importanza, va ricordato che tutti gli interventi che prevedono una riqualificazione energetica dell’edificio, godono grazie all’Ecobonus, di una detrazione pari al 15%.

Oggi quindi per stabilire al meglio, come migliorare le strutture spesso si sente parlare di analisi termografica”, analisi questa che serve a monte di un intervento di riqualificazione energetica per stabilire dove esistono delle falle dal punto di vista termico.

In sostanza questo studio rileva i punti critici di una unità abitativa che ha una dispersione termica elevata. È un tipo di analisi che purtroppo non tutti fanno e che invece andrebbe fatto perché da un chiaro quadro dello stato di salute dell’immobile dal punto di vista termico.

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