2016 anno delle invenzioni digitali: 3 consigli della psicologa rivolti ai genitori

Sono state 3 le invenzioni digitali più in voga nel 2016: i visori AR, gli oggetti intelligenti e i robot con intelligenza artificiale. Che impatto hanno sui nostri figli? Ce ne parla una psicologa di Parma.

Sara Moruzzi, psicologa a Parma e Fidenza, ci parla delle “invenzioni” digitali di cui si è parlato di più nel 2016.

La realtà aumentata

Chi ha figli adolescenti conosce sicuramente il gioco Pokemon Go: una caccia alle famose creaturine create nel 1996 da Satoshi Tajiri, che attraverso la tecnologia della realtà virtuale sembrano trovarsi veramente nelle strade e nei parchi delle nostre città. Basta camminare per strada con il cellulare in mano per scovare tutti i Pokemon presenti in zona: collezionarli tutti è divertente!

Ma cos’è di preciso la realtà aumentata? Consiste nell’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. In Italia il fenomeno è ancora molto limitato, ma negli States, per Natale, grandi e piccini hanno ricevuto come regalo il loro primo VR headset: una visiera, che somiglia ad una maschera da sci, che una volta indossata proietta l’utente in un mondo digitale, sovrapposto ad elementi della realtà.
Questo device rivoluziona sicuramente il mondo dell’intrattenimento; ma bisogna chiedersi se tale nuova modalità di gioco sia una modalità che consente al bambino di sviluppare le stesse abilità che svilupperebbe con altre attività ludiche.

La risposta della psicologa alla domanda è che nulla può sostituire una corsa sul prato o il gioco nel cortile di casa: certo è che la realtà aumentata può aiutare il bambino a sviluppare intelligenza e creatività, ma la propria concezione corporea nello spazio e il concetto stesso di spazio dovrebbero essere acquisiti tramite l’uso e lo sviluppo delle capacità cerebrali, senza l’aiuto di mezzi esterni a quelli corporei. Questo perché l’ingegno del bambino che deve capire il mondo non venga sopito da mezzi esterni: un bambino che riesce ad inventare da sé una soluzione ad un problema sarà un essere umano autonomo!

 

Oggetti intelligenti

Molti sono stati gli oggetti di utilizzo comune a cui è stata integrata una connessione wi-fi: elettrodomestici, impianti allarme, caldaie, ma anche abbigliamento, stoviglie e quant’altro. Questi oggetti, come già fanno le piattaforme internet più significative (Google, Amazon, Facebook, Youtube), raccolgono informazioni e dati su di noi, sui nostri gusti e sulle nostre abitudini.

Se è vero che presto saranno in grado di darci suggerimenti per la nostra vita di tutti i giorni e per la nostra salute, è ipotizzabile pensare che ci daranno anche innumerevoli consigli su cosa acquistare, lasciando spazio ad un bombardamento psicologico volto a farci diventare degli iper-consumatori. Se un adulto è preparato e capace di filtrare ciò, possiamo dire lo stesso di un bambino che utilizzerà tali dispositivi?


Robot e Umanoidi con intelligenza artificiale

Nel 2016 è iniziata la ricerca e l’assemblamento di nuovi macchinari in grado di interagire con noi e specie con il nostro ambiente circostante; è lecito supporre che tale ricerca continuerà e verrà testata sicuramente nel 2017. Conosciamo già Jibo, il primo family robot, o altri software in grado di comandare e controllare gli impianti elettrici di casa, avvertendoci di spegnere le luci, o facendolo loro stessi per noi.

È sicuramente utile avere degli elettrodomestici che ci sgravino dal lavoro manuale, ma non trovate che sia lievemente inquietante che qualcosa ci suggerisca per tutta la giornata cosa dobbiamo fare?

 

Per saperne di più su Sara Moruzzi, visitate il suo sito web: http://www.psicologasaramoruzzi.com/

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