Sicurezza, parola chiave per gli impianti elettrici

Dallo scorso primo novembre sono entrate in vigore le nuove norme per la progettazione di un impianto elettrico a bassa tensione che permetta di risparmiare il consumo di energia elettrica: anche per questo, il gruppo di lavoro del Consiglio Nazionale dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati ha redatto una speciale guida per compilare la dichiarazione di rispondenza.

La sicurezza in casa, soprattutto per quanto riguarda gli impianti elettrici, è uno dei fattori più importanti e probabilmente più complessi: le norme da rispettare sono tante, a cominciare da quelle del “buon senso”, e altrettanto numerosi sono gli eventuali rischi che si corrono, di natura elettrica, chimica, termica e meccanica, che possono provocare guasti o inneschi di natura pericolosa.

Una nuova norma. Dal punto di vista burocratico, vale la pena ricordare che lo scorso agosto è stata approvata la norma CEI 64-8/8-1, che recepisce gli accorgimenti e le raccomandazioni necessarie alla progettazione di un impianto elettrico a bassa tensione che consenta il maggior risparmio nel consumo di energia elettrica. Questa legge è entrata in vigore il 1 novembre 2016 e si applica sia agli impianti nuovi che alla ristrutturazione di quelli esistenti, e rappresenta quindi uno dei punti fermi da cui partire quando si pensa a questo argomento.

Il costo dell’impianto. L’altra questione che non ci “abbandona” mai è il riflesso sul portafogli di questi interventi: come descritto nella guida realizzata da Punto Luce, il costo impianto elettrico dipende da un’ampia serie di fattori e di variabili, come numero di circuiti, punti luce, interruttori, prese e dimensioni dell’ambiente in cui allestire l’impianto. A cui poi va aggiunta la spesa necessaria al tecnico specialista che “metterà le mani” in maniera pratica e concreta, realizzando un impianto a norma di legge.

Una utile guida. E proprio per consentire il rispetto di tutte le norme, compresa quella sul rilascio della dichiarazione di rispondenza, il Consiglio Nazionale dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati ha di recente pubblicato una specifica guida, che si focalizza sia sulla corretta compilazione del documento tecnico che attesta che un impianto elettrico rispetta determinati requisiti di sicurezza, sia più in generale sulle modalità di eseguire i lavori e gli interventi elettrici.

Come si legge nella premessa alla guida, il “documento nasce con lo scopo primario di fornire ai professionisti abilitati un utile riferimento a supporto del proprio lavoro, in un particolare ambito che implica grandi responsabilità e che, dunque, richiede competenza, esperienza e attenzione”.

Lavoro a regola d’arte. Responsabilità e sicurezza sono dunque sempre le parole chiave, soprattutto perché è un tema largamente deficitario in Italia, dove – come si leggeva nel Libro bianco commissionato al Censis nel 2011 – solo 6 milioni 880 mila unità abitative (vale a dire il 31,8% del totale) sono dotate di impianti considerabili pienamente a norma, in quanto in possesso dei requisiti minimi di sicurezza (messa a terra, interruttore differenziale e schermi di protezione delle prese) e della relativa dichiarazione di conformità.

Il supporto ai tecnici. Più nel dettaglio, la linea guida del Cnpi è costituita da un articolato e da diversi allegati, che descrivono le schede procedurali, un modello di dichiarazione di rispondenza, uno schema di relazione tecnica descrittiva e in ultimo un facsimile delle schede dei controlli tecnici e strumentali che si devono effettuare per giungere al rilascio della dichiarazione. Inoltre, sono illustrate le varie condizioni e i riferimenti utili per il rilascio della dichiarazione di rispondenza, e sono poi descritti i diversi accertamenti da eseguire e infine tutti documenti che il professionista è tenuto a produrre.

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