Techfugees, la tecnologia al servizio dell’emergenza rifugiati

Dare una risposta all’emergenza rifugiati con la tecnologia, é questo l’obiettivo di Techfugees, l’iniziativa che sta riunendo la comunità tech mondiale per scopi umanitari.

Fondata nel 2015 dal giornalista americano Mike Butcher del magazine online TechCrunch, Techfugees conta già 16mila volontari nel mondo che stanno organizzando conferenze e maratone in tutto il mondo per sviluppare soluzioni e applicazioni in grado di aiutare i rifugiati e le organizzazioni umanitarie che li assistono e li accolgono.

Dalla connessione wi-fi gratuita nei centri di accoglienza a un’applicazione che consente ai rifugiati di imparare l’inglese, Techfugees ha già realizzato una serie di progetti importanti, attirando l’attenzione di colossi come Facebook, Paypal, Deliveroo e Amazon, che sono diventati subito partner dell’iniziativa.

Techfugees si sta impegnando anche a fornire assistenza al personale delle organizzazioni a scopo umanitario, spesso poco preparate dal punto vista tecnologico.

Anche in Italia sono state già numerose le maratone e le conferenze organizzate in  diverse città, per lanciare idee e soluzioni innovative a favore della crisi umanitaria.

Un modo per mettere in contatto l’universo delle Onlus con il mondo HI-Tec e provare a dare una risposta, attraverso la tecnologia, alla problematica rifugiati.

Durante gli incontri e le maratone organizzati dai volontari di Techfugees, infatti, i partecipanti devono mettere a punto soluzioni hi-tech per aiutare le associazioni senza scopo di lucro a raccogliere fondi.

Le migliori vengono selezionate e finanziate da protagonisti importanti dello scenario mondiale Hitech, che offrono il loro know-how e il supporto dei rispettivi team di sviluppo (informatici, ingegneri, web agency, tecnici, ecc) per la realizzazione dei migliori progetti presentati.

“I nostri eventi – si legge sul sito ufficiale di Techfugees – sono completamente no profit e sono ideati per fare incontrare ingegneri informatici, imprenditori e sturtup con le ONG per indirizzare la crisi verso soluzioni dove la tecnologia può apportare la sua indiscutibile forza”.

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