Brexit, continua l’effetto negativo sulla sterlina. Settimana no per il pound

Il countdown Brexit è già cominciato, ma ci vorranno un paio di anni prima che si raggiunga un accordo di recesso, che dovrà anche essere approvato dal Parlamento britannico, quello Europeo e poi dal Consiglio Ue. Insomma, un percorso lungo e disseminato di ostacoli. Peraltro poi dovranno essere regolati anche i nuovi rapporti commerciali e anche quelli non commerciali tra Ue e Regno Unito. Sarà quindi una cosa lunga.

BoE - Bank of England

BoE – Bank of England

Il primo atto ufficiale è stato celebrato il 29 marzo, quando il governo inglese ha ufficialmente notificato al Consiglio europeo che ha intenzione di dire addio definitivamente alla UE. Lo stesso articolo 50 consente un periodo massimo di due anni entro il quale UE e Regno Unito devono negoziare un accordo per disciplinare tutti gli aspetti dei rapporti futuri tra le parti. In realtà l’accoro va raggiunto in tempi molto più brevi, perché poi dovrà essere approvato dal parlamento britannico, dal Consiglio UE e dal parlamento europeo.

Secondo la normativa europea, se l’accordo non dovesse essere centrato nei tempi previsti, i trattati UE cessano comunque di applicarsi alla Gran Bretagna. Cosa grave per il Regno Unito, che si troverebbe fuori dalla porta e senza uno straccio di intesa. Le ripercussioni sarebbero gravi. L’unico modo per scongiurare questo rischio è che tutti gli altri 27 stati membri siano concordi unanimemente nell’estendere il termine di altri due anni. Ma al momento l’ipotesi sembra irrealistica.

I riflessi sulla sterlina della Brexit

Intanto sul fronte monetario la sterlina perde quota, e ciò continua ad essere riconducibile alla Brexit. Nell’ultima settimana il pound ha perso quasi un punto percentuale contro l’euro e ha chiuso la settimana a quota 0.85596 (consigliamo di osservare il grafico con l’ausilio della Strategia Ichimoku Kinko Hyo).

Nei confronti del dollaro invece il calo è stato ancora più pronunciato. Contro il biglietto verde infatti la sterlina è andata in declino di 1,44% in una settimana, e adesso scambia a quota 1.2373. In pratica il terreno che aveva guadagnato nell’ultimo semestre è stato completamente azzerato nell’ultimo periodo, e anzi ora il bilancio del semestre è negativo (-0,60%). Suggeriamo di osservare il grafico di medio termine con l’indicatore On Balance Volume trading OBV.

Per quanto riguarda le prospettive, quelle della sterlina non sembrano proprio incoraggianti. Ricordiamo che a inizio anno Goldman Sachs prevedeva che ci sarebbe stato un calo complessivo del 10-15% contro euro e dollaro da parte della valuta di Sua Maestà.

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