Al Nord è allarme sulla cura dei cipressi

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Cipressi sotto attacco: a leggere le notizie dei quotidiani locali di alcune aree settentrionali, infatti, si scopre che questi storici alberi sono al centro di vicende e polemiche per il loro mantenimento. In alcuni casi il verde ha ceduto il passo ad altre esigenze, ma per fortuna ci sono anche storie che si sono chiuse con esito differente.

Le polemiche in Piemonte

Il primo tema di dibattito è stato l’intervento attuato a Baldissero Canavese, dove l’amministrazione locale ha deciso di abbattere le 17 piante radicate nel Parco della Rimembranza, che fanno storicamente ombra alle croci piantate in onore dei Caduti della prima Guerra Mondiale.

Abbattimento necessario

Proprio il sindaco della città piemontese, Luigi Ferrero Vercelli, ha spiegato che le cortecce dei cipressi erano secche e rischiavano di cadere: pertanto, con una “decisione sofferta ma necessaria” si è deciso per l’abbattimento netto, che dovrebbe evitare rischi e pericoli ai cittadini che passeggiano lungo la Statale adiacente, che fanno jogging, che portano a spasso gli animali domestici o che semplicemente si recano al parco per depositare un fiore alle croci dei Caduti.

La promessa del sindaco

 Ma lo stesso primo cittadino di Baldissero Canavese ha comunque rassicurato gli amanti del verde con una promessa: “a ogni cipresso tagliato corrisponderà un altro albero piantumato. Ma solo in autunno. Anche quello già abbattuto quarant’anni fa”. Un intervento dunque che cerca di ripetere la strada eseguita negli anni passati per i famosi cipressi di Bolgheri, tanto cari a Giosue Carducci, che vennero prima salvati poi tagliati e sostituiti con dei veri e propri cloni.

Battaglia “verde” a Vidor

Anche in provincia di Treviso c’è stata qualche polemica relativa alla salute dei cosiddetti cipressi della memoria, che sin dagli anni Sessanta ricamano il sentiero che va dal Col Castello al Col Carpenon sul territorio di Vidor:  considerati testimoni silenziosi dei soldati che persero la vita sul vicino fronte del Piave nel corso della Grande Guerra, sembrano in realtà destinati a essere soppiantati (è proprio il caso di dirlo) da un’altra pianta decisamente più redditizia.

Il Prosecco spiana i cipressi

Nella provincia veneta, infatti, i produttori stanno i cipressi per piantare Glera, il vitigno che sta alla base del Prosecco, il vino italiano più famoso del momento. E così, un coordinamento di associazioni locali ha deciso di investire del problema l’amministrazione comunale, che comunque non ha giurisdizione sulle aree private: risultato finale, di quello storico doppio filare di cipressi in molti casi restano solo i ceppi, e il percorso si è ridotto di parecchi metri.

La salvezza passa dal Tar

È stato invece il Tar a salvare i 56 cipressi più alcuni cedri del Libano e Deodara che avevano messo radici sul terreno di Villa Eden sul Lago di Garda, bocciando la richiesta dei proprietari privati della struttura che era stata già bloccata dalla Soprintendenza al paesaggio. Nella sentenza si legge che la sostituzione prevista dagli imprenditori non si adatta a quella che è una “una bellissima conca ricca delle tipiche essenze gardesane. Un quadro naturale di non comune bellezza, e dal valore artistico, che, dai punti di vista accessibili al pubblico, offre un’ampia visuale del Garda”.

Rivalutare i cipressi

Insomma, le piante contribuiscono a migliorare il panorama delle nostre città, come spiegato bene anche nell’approfondimento curato dal master gardner Tiziano Codiferro sulla cura necessaria a mantenere in salute i cipressi, utile a comprendere quali sono gli interventi principali da mettere in pratica. E a superare il “pregiudizio” che vuole questi alberi legati soltanto alla presenza in cimiteri o in luoghi riservati alla memoria e al silenzio.

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