La sicurezza in kayak

Il kayaking – nonostante sia spesso assimilabile a uno sport estremo – in realtà è uno sport sicuro purché chi lo pratica sia preparato ad affrontare alcune situazioni di rischio ed eventuali conseguenze. Non è uno sport che si può praticare a livello del tutto amatoriale, o una tantum come una gita sul lago spensierata; però è possibile praticarlo anche da giovanissimi e saltuariamente se si apprendono subito le basi della sicurezza e le tecniche di recupero dell’assetto di marcia dopo un capovolgimento. Una volta acquisite le conoscenze di base, con un breve corso, si possono affrontare le onde in sicurezza ed è come andare in bici: una volta che si impara non si dimentica più. La preparazione non richiede necessariamente l’acquisto di tutta l’attrezzatura; è sufficiente il noleggio del kayak e dell’equipaggiamento a corredo, soprattutto se non si intende praticare lo sport a livello agonistico o con assiduità. Il noleggio kayak è una soluzione comoda, praticabile anche online.

Quali sono le regole della sicurezza in kayak

Le tecniche di recupero della stabilità si apprendono velocemente ed è importante padroneggiarle subito prima di avventurarsi in acqua con il kayak, sia che si tratti di una gita su acque placide, sia che si decida di affrontare corsi torrenziali, acque schiumose o rapide. Come per il judo, una delle prime cose da fare è “imparare a cadere”, così nel kayak una delle prime cose da apprendere è la tecnica di risalita dopo un capovolgimento, per poi apprendere bene gli “appoggi” e l’ “eskimo” che sono tecniche in grado di prevenire o evitare il capovolgimento. Oltre alla preparazione e all’allenamento, occorre adottare alcune regole precauzionali, perché spesso con il kayak alla teoria occorre applicare la pratica proprio in condizioni di paura o stanchezza. Per cui è fondamentale:

  • Evitare rischi inutili;
  • Non uscire in kayak da soli;
  • Controllare sempre le condizioni meteorologiche (in montagna come al mare cambiano repentinamente);
  • Non allontanarsi al largo – se si pratica kayak in mare. In Italia, la legge impone un limite di 1 miglio marino dalla costa che è una distanza percorribile in 15 – 20 minuti in condizioni meteo ottimali, ma che richiede molto più tempo in condizioni di stanchezza, mare mosso, correnti o venti contrari.
  • Munirsi sempre di mappe e carte nautiche dove siano ben indicati punti di secca, speroni, gole, restringimenti e dove siano ben indicati i punti di riferimento.
  • Evitare di frequentare zone in cui è facile incrociare imbarcazioni a motore, battelli o altro natante in grado di creare onde che possono destabilizzare la propria andatura in kayak.
  • Indossare giubbotto salvagente, casco e una lampada frontale per le uscite crepuscolari o se si dovesse fare buio per improvvisi annuvolamenti. Bisogna sempre rendersi visibili agli altri natanti.
  • Portare acqua potabile e cibi leggeri ma energetici.
  • Avere un abbigliamento tecnico adeguato alla stagione e alla temperatura dell’acqua.
  • Prepararsi a saper affrontare gli imprevisti e gli incidenti con una buona tecnica di pagaiata.
  • Portare un telefono cellulare da custodire in un contenitori stagno e galleggiante per le emergenze.
  • Portare un cambio di vestiti da inserire in una sacca a tenuta stagna per mantenerli asciutti.

Quando si affronta un’uscita in kayak, un minimo di “paura” è salutare per mantenere alta l’attenzione e non sentirsi mai troppo sicuri.

È altresì importante scegliere il kayak giusto per l’attività che si intende svolgere, per la propria conformazione fisica e per la propria preparazione. I rivenditori e i noleggiatori, solitamente, sono in grado di fornirvi i consigli giusti e l’attrezzatura necessaria, come Paddle Lab, per affrontare in sicurezza ogni vostra uscita in kayak.

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