Divisa da lavoro: Ecco le categorie, gli obblighi e i diritti!

La divisa è una foggia o modo di vestire che serve a distinguere per chi la indossa, evidenziando il grado di cui è insignito o la mansione che svolge.
Le divise da lavoro in generale possono essere indossate sia da civili che da militari. Per quanto riguarda i primi sono davvero tanti gli esempi! Basti pensare a medici, infermieri, cuochi, camerieri, operai, funzionari civili ecc; tutte categorie professionali per le quali la divisa è obbligatoria.

Particolare attenzione dedicheremo alla categoria dei funzionari civili e dei militari.

divise da lavoro

Funzionari civili

L’obbligo della divisa è previsto per molte categorie di funzionari civili come: primi ministri, ministri, segretari di stato, sottosegretari di stato, rappresentanti diplomatici, magistrati e docenti universitari.

I funzionari civili hanno divise differenti in base alla posizione che occupano nella gerarchia.

Il primo Ministro, i ministri, segretari di stato e sottosegretari hanno una divisa composta dell’abito di panno turchino scuro, tagliato a forma di marsina, a bavero diritto.
Fanno parte della divisa anche i pantaloni lunghi lunghi, il cappotto, lo spadino, la feluca, con differenze nelle parti accessorie a seconda dei gradi.

Le divise di queste categorie di funzionari si indossano solitamente nelle cerimonie ufficiali e nelle pubbliche funzioni.

Un’altra categoria di impiegati civili è quella dei magistrati che devono svolgere la loro attività in toga e tocco, indossando speciali uniformi in particolari circostanze.

Anche i professori universitari devono indossare la toga nelle cerimonie e negli esami di laurea.

Ci sono poi categorie che pur non svolgendo un’attività di pubblico impiego con l’amministrazione, sono coinvolte nell’esercizio di funzioni pubbliche, come avvocati e procuratori.

Questi ultimi per compiere gli atti del proprio ministero sono tenuti ad indossare la toga nera con i cordoni d’argento, d’oro o semplicemente di seta nera.

 

I militari

Coloro che prestano servizio nelle forze armate, in relazione ai gradi e ai servizi sociali, sono obbligati ad indossare sempre la divisa, al fine di distinguere il corpo a cui appartengono, il grado di cui sono insigniti e le funzioni ad essi proprie.

Esistono diverse categorie per le quali vi è l’obbligo di indossarla, come ad esempio l’ Esercito e l’Arma dei Carabinieri. Ciascun membro dei due corpi militari elencati indossa una specifica divisa a seconda dell’occasione.

Le divise dell’esercito si suddividono in divisa ordinaria, di servizio, combattimento e da cerimonia. Per quanto riguarda invece quelle dell’Arma dei Carabinieri abbiamo: la divisa ordinaria, di servizio, di rappresentanza, di campagna, storica e da cerimonia.

 

Doveri e diritti delle divise da lavoro

In ambito pubblico e militare la divisa da lavoro comporta doveri e diritti.

La legge obbliga a chi indossa una determinata divisa a conservare il decoro necessario per non diminuire l’importanza delle funzioni inerenti al grado nonché mantenendo il prestigio nei confronti degli inferiori.

Il superiore in divisa ha diritto al saluto da parte dell’inferiore, il quale in caso d’inosservanza, va incontro a pene disciplinari.

La divisa è tutelata anche dalla legge penale, che punisce (cod. pen, art 186) ”chiunque la porta indebitamente e pubblicamente”.

Questa tutela assume maggior rigore nei confronti dei militari che sono puniti con il carcere militare se portano divise che non “appartengono” o non “competono” al militare stesso.

Obblighi e diritti inerenti alla divisa sono previsti anche per le attività lavorative in ambito privato.

La legge stabilisce che il datore di lavoro può imporre al proprio dipendente una specifica divisa per motivi di igiene e pulizia, e gli deve pagare il tempo necessario per indossarla e toglierla alla fine della giornata, soltanto nel caso in cui il datore di lavoro imponga al lavoratore di cambiarsi sul luogo lavorativo; in caso contrario, il dipendente non viene pagato, se a quest’ultimo non viene data la facoltà di scelta sul tempo e sul luogo dove indossare la divisa.

Inoltre in molti casi il dipendente ha il diritto di ottenere i rimborsi relativi ai costi di lavanderia per la pulizia della divisa.

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