Incontinenza fecale, un disturbo di cui si parla ancora (troppo) poco

Decennio dopo decennio, molti di quelli che erano considerati dei tabù in ambito medico sono stati progressivamente sdoganati al punto che oggi si parla liberamente dei più diversi problemi relativi, ad esempio, alla sessualità.

Paradossalmente, però, esistono ancora degli argomenti di cui si tende a non far menzione per via dell’imbarazzo che generano, e tra di essi troviamo senza dubbio l’incontinenza fecale. Questo disturbo, che colpisce una percentuale variabile tra l’1 e il 2% della popolazione, consiste nella fuoriuscita involontaria di materiali solidi o liquidi dallo sfintere anale che, per diverse ragioni, non è in grado di svolgere correttamente le sue funzioni.

Sia i giovani che gli adulti possono essere colpiti dal disturbo, anche se la frequenza tende ad incrementare di pari passo con l’età; l’importante, in tutti i casi, è parlarne col proprio medico senza reticenze perché le soluzioni chirurgiche per liberarsi dell’incontinenza fecale esistono eccome.

Logo THD® GateKeeper

Uno degli approcci più apprezzati in assoluto è il Metodo THD® GateKeeper per l’incontinenza fecale che, mediante un intervento chirurgico mini-invasivo e in anestesia locale, consiste nell’inserimento di piccoli impianti nella zona anale che espandendosi coadiuvano e ripristinano le funzionalità dello sfintere.

Sicuro, efficace e in grado di regalare una qualità della vita ritenuta prima irraggiungibile, il Metodo THD® GateKeeper è disponibile in diversi centri medici specializzati di tutta Italia; per saperne di più si rimanda alla consultazione del sito web dedicato incontinenzafecale.it.

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