Ossidazione anodica: cos’è e per quali fini si utilizza

Le reazioni di ossidazione, come chiaramente dice il nome, coinvolgono l’ossigeno e un altro composto chimico. In qualche caso l’ossidazione può avere un effetto negativo, come ad esempio avviene coi contatti elettrici che rimangono per lungo tempo inutilizzati, o quando si lascia la frutta tagliata troppo esposta all’aria; in altri casi, tuttavia, l’ossidazione non solo ha risvolti positivi ma viene addirittura effettuata di proposito proprio per via dei suoi benefici.

Cilindri di alluminio anodizzato colorati

Ciò avviene ad esempio quando si parla dell’ossidazione anodica sull’alluminio: questo metallo, ampiamente utilizzato nei più diversi settori industriali, risulta infatti vulnerabile alla degradazione chimica ed è possibile prevenire questo fenomeno deleterio per mezzo di un trattamento di natura galvanica noto anche come anodizzazione.

La formazione controllata e progressiva di ossidi di alluminio sulla superficie da trattare, ottenuta per mezzo di una cella elettrolitica, permette di conferire al manufatto una resistenza elevata nei confronti dell’usura e degli agenti chimici aggressivi. L’anodizzazione è anche apprezzata ai fini estetici, poiché permette di rendere omogenea la superficie dell’oggetto e di colorarla a piacimento.

Come detto poc’anzi, l’ossidazione dell’alluminio avviene in modo graduale ed è possibile ottenere riporti (spessori) estremamente precisi nell’ordine del millesimo di millimetro. Ecco che dunque questo trattamento si presenta con un elevato grado di personalizzazione e versatilità.

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