Vaginite: che cos’è e come curarla

La vaginite è un’infiammazione della vagina che può avere diverse cause. Identificare quella giusta è molto importante, per poter procedere tempestivamente con l’applicazione del giusto protocollo terapeutico e risolvere il problema in breve tempo.

Cos’è la vaginite

La vaginite è un processo infiammatorio che colpisce la vagina. È una condizione molto comune, che la maggior parte delle donne sperimenta, nel corso della sua vita, almeno una volta. Se si riscontrano uno o più sintomi riconducibili a vaginite, è importante confrontarsi col proprio medico o col ginecologo di fiducia, senza imbarazzi né timori. La vaginite non è una patologia pericolosa ma, se trascurata o non curata, in molti casi può evolvere in un’infezione complicata e recidiva, col rischio di diventare cronica.

Le cause della vaginite, i sintomi, le cure

Vaginite da scarsa o scorretta igiene

È una situazione che capita soprattutto alle bambine, alle quali è importante insegnare a pulirsi sempre procedendo da davanti verso dietro, per evitare che i batteri fecali entrino in contatto diretto con la vagina. Tuttavia, per scorretta igiene s’intende anche l’utilizzo di biancheria troppo stretta o in tessuto irritante, l’uso di pantaloni troppo aderenti, la sudorazione nei periodi estremamente caldi, la scelta di detergenti inadatti o troppo aggressivi. I sintomi di questo tipo di vaginite si limitano a prurito e fastidio, con eventuale arrossamento locale. Per risolvere questo tipo di problema è sufficiente evitare le cause che lo provocano, scegliere per l’igiene intima un prodotto specifico per pelli sensibili ad azione lenitiva ed, eventualmente, effettuare per qualche giorno dei lavaggi con del Tantum Rosa.

Vaginite batterica

Le vaginiti possono essere sostenute da batteri. I batteri sono agenti patogeni che vivono ovunque: nell’aria, nell’acqua, nel terreno, sulle superfici. Così come, a causa loro, ci si può ammalare alla gola, alla tonsille o ai polmoni, è possibile entrare in contatto con batteri che attaccano la flora batterica vaginale. Un’altra causa di vaginite batterica può dipendere dallo stress, che causa una diminuzione delle difese immunitarie e, di conseguenza, il proliferare dei batteri aggressivi nella flora batterica, contro quelli protettivi. I sintomi della vaginite batterica sono:

– perdite chiare e maleodoranti, che hanno lo stesso odore del pesce
– bruciore, senso di pienezza o di pesantezza alla vescica, necessità continua di urinare, anche poche gocce alla volta
– a volte sangue nelle urine
– a volte febbre
– a volte malessere generale, brividi, stanchezza immotivata

Le vaginiti batteriche necessitano di un consulto medico che, con ogni probabilità, prescriverà una cura antibiotica della durata di una decina di giorni. Il tipo di principio attivo va scelto in base al batterio specifico. Per questo motivo è possibile che il medico raccomandi una cura antibiotica a largo spettro, seguita da un tampone ed, eventualmente, una successiva cura mirata.

Vaginite da funghi

Un altro agente patogeno responsabile di vaginite sono i funghi che provocano le cosiddette vaginiti micotiche. Il fungo più comune è la Candida Albicans. Si contrae soprattutto quando le difese immunitarie subiscono un rapido e veloce calo. Infatti, molto spesso insorge dopo lunghe cure antibiotiche o a seguito di un’infezione virale o batterica, anche di altra natura. I sintomi della vaginite micotica sono:

– insopportabile prurito
– perdite dense e biancastre, di consistenza simile alla ricotta

La vaginite da funghi si cura utilizzando farmaci antimicotici. Spesso è sufficiente una breve cura di 3-4 giorni con farmaci locali, come pomate o supposte vaginali. Il principio attivo più usato in questi casi è il clotrimazolo: un farmaco da banco che non necessita di ricetta medica. Molto utile, per contrastare un attacco di vaginite da funghi, assumere fermenti lattici per una decina di giorni: aiutano a ripristinare la qualità della flora batterica.

Vaginite da parassiti

Il più comune parassita responsabile della vaginite è il Trichomonas Vaginalis. Si contrae per via sessuale. Negli uomini è silente, cioè non dà alcun sintomo. Per questo motivo l’uomo diventa un portatore sano. Nella donna, invece, una vaginite da Trichomonas può dare:

– bruciore e dolore, soprattutto durante i rapporti sessuali e la minzione
– perdite verdi o giallo scuro, schiumose ed abbondanti, sicuramente anomale rispetto alle normali secrezioni, quindi riconoscibili

La vaginite da parassiti si cura con farmaci antiparassitari e/o antibiotici. È possibile che il medico richieda un tampone vaginale prima di prescrivere la cura specifica, per individuare con certezza il parassita responsabile dell’infezione.

Vaginite ormonale

Si tratta di un tipo di vaginite molto comune nel periodo immediatamente successivo all’entrata in menopausa. Tuttavia, può insorgere anche nelle ragazzine in età pre-menarca o mestruate da poco, in donne con problemi ormonali e durante la gravidanza. La causa di questo tipo di vaginite è uno squilibrio del rapporto tra estrogeni e progesterone: situazione che può capitare, appunto, nelle fasi ormonali importanti della vita di una donna. I sintomi si limitano al dolore, alla secchezza vaginale o, al contrario, all’eccessiva leucorrea. Se gli episodi sono numerosi, invalidanti e provocano disagio, è possibile trattare questo tipo di vaginite utilizzando terapie ormonali sostitutive: la pillola, laddove possibile e, negli altri casi, preparati a base di estrogeno. Se gli estrogeni sono controindicati ci si limiterà all’utilizzo di prodotti ad uso locale per tenere sottocontrollo i sintomi.

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