Residenza per anziani: 5 domande per capire quando è il momento

Comprendere qual è il giusto livello di assistenza che necessita un anziano e quando arriva il momento adatto per un trasferimento presso una struttura dedicata può non essere semplice. Nella stragrande maggioranza dei casi si possono osservare due scenari: l’anziano vive insieme ad altri famigliari (di solito la famiglia dei figli) oppure vive solo (magari a seguito della morte del coniuge).

Quando l’anziano è in famiglia si tende a ritardare l’inserimento in una residenza per anziani, cercando di preservare il più possibile la sua autonomia. Al contrario, quando vive in solitudine il passaggio ad una casa di riposo appare molto più naturale.

Di seguito suggeriamo alcune domande per chiarire la situazione e riconoscere quando arriva il momento di valutare l’inserimento in una struttura assistenziale.

L’anziano richiede assistenza per le normali attività quotidiane?

Quando si parla di normali attività quotidiane ci si riferisce ad azioni quali lavarsi, vestirsi, e spostarsi autonomamente. Circa il 10% degli anziani che hanno un’età compresa tra 75 e 84 anni hanno necessità di ricevere assistenza in uno o più di queste attività. Quando superano gli 85 anni la percentuale arriva al 21%.

Una della attività che genera maggiori problemi è la gestione dei farmaci. Talvolta l’anziano fatica a seguire correttamente la terapia farmacologica a lui prescritta, oppure dimentica di assumere i farmaci in modo regolare. Questa situazione può incidere negativamente sulla salute e, in alcuni casi, portare all’ospedalizzazione.

Le strutture per anziani offrono un servizio attento di assistenza, monitorando i percorsi terapeutici degli ospiti, aiutando significativamente a mantenere nel tempo la buona salute dell’anziano. Inoltre prevedono delle visite mediche regolari per controllare e eventuali problematiche croniche.

 

L’anziano ha bisogno di maggiori opportunità di socializzare?

Talvolta l’anziano si trova in una condizione di solitudine, in particolare, a seguito della morte del coniuge. Quando le occasioni di interagire con altre persone scarseggiano, anche il morale ne risente. Se la situazione viene trascurata a lungo può eventualmente degenerare in stati di depressione.

Una residenza per anziani può essere un eccellente soluzione: l’anziano avrà l’opportunità di socializzare non solo con lo staff, ma anche con gli altri ospiti della struttura, ritrovando il buon umore e seguendo attività ricreative che favoriscono una costante interazione.  Questi aspetti incidono in maniera importante sullo stato di salute dell’anziano. Il suo progressivo inserimento in una comunità lo farà sentire protetto, ascoltato e compreso nelle sue esigenze.

 

Vivere in una residenza assistita potrebbe ridurre lo stress dell’anziano?

Ad una certa età occuparsi della casa può diventare stressante. Le residenze per anziani sgravano l’anziano da attività che possono risultare pesanti come la pulizia di bagno e pavimenti, la lavanderia, la cura della casa (riparazioni, pulizia con l’aspirapolvere, piccole manutenzioni, ecc).

Se l’anziano non riesce a far fronte a queste attività, potrebbe necessitare di una badante o dell’aiuto dei familiari che, oltre a lavorare, dovranno farsi carico degli eventuali problemi che si presentano.

 

L’anziano è in grado a provvedere ad una alimentazione adeguata?

A volte, quando l’anziano ha problemi di mobilità, anche provvedere alla spesa può essere un problema. In altri casi l’anziano ha difficoltà a cucinare o non riesce a seguire una dieta equilibrata ed adatta alle sue condizioni di salute. Da una recente indagine risulta che questa è una delle ragioni più frequenti per cui un anziano sceglie di vivere in una residenza assistita. La ristorazione è senz’altro uno degli aspetti più curati in qualsiasi struttura per anziani perché contribuisce fortemente a costruire il benessere degli ospiti.

L’anziano potrà ricevere assistenza anche nel lungo periodo?

Se i famigliari si occupano direttamente di provvedere all’assistenza dell’anziano, svolgere tutte le attività richieste può diventare un compito snervante.  Conciliare gli orari di lavoro con le specifiche esigenze di una persona che necessita di una continua assistenza può diventare complicato. In alcuni casi può anche compromettere i rapporti tra la famiglia e l’assistito.

In questi casi rivolgersi ad una struttura specializzata appare come l’unica soluzione per risolvere una situazione difficile, sgravando i familiari da attività che possono rappresentare un problema. È anche un modo per non dover affrontare spese di ristrutturazione (installazione di montascale, bagni per disabili, rampe per accesso sulla sedia a rotelle, ecc) richieste nel caso che l’anziano versi in condizioni di salute precarie.

 

Residenze per anziani: il loro punto di vista

Per avere una prospettiva più completa abbiamo raccolto l’opinione di Elisa Cordiviola, titolare della residenza per anziani “I Nonni di elisa”, situata a Voghera, in provincia di Pavia (https://www.inonnidielisa.it/). “Quando arriva il momento per trasferire un anziano in una struttura socio-assistenziale dedicata? Sulla base della nostra esperienza è meglio valutare l’ingresso in una residenza per anziani quando l’anziano è ancora autosufficiente. In tal modo avrà un’ottima qualità di vita, si sentirà protetto e godrà di una atmosfera calorosa e famigliare. La disponibilità di molti servizi dedicati non solo getterà la base per benessere dell’ospite, ma trasmetterà serenità anche ai famigliari. Questa serenità nasce dal fatto che le strutture dispongono di uno staff professionale, e che il loro caro viene seguito ed assistito in ogni momento.”

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