La sicurezza di pelli e pellami ai tempi del covid

Il covid ha scosso di non poco le nostre vite. Gli interrogativi a tal proposito sono continui e, soprattutto l’alto rischio di contagio fa paura e tormenta proprio tutti. Prendere il virus, come anche le sue varianti, oramai sembra davvero troppo semplice e questo terrorizza chiunque.
In questi mesi, infatti, si è a lungo dibattuto sulle modalità con cui avviene questo contagio e, senza alcun dubbio, il contatto stretto con una persona infetta è quello più diffuso.
La via primaria, come ben sappiamo, sono le goccioline del respiro delle persone malate. Ad esempio esso avviene o tramite saliva, quindi tossendo e starnutendo, o mediante contatti diretti personali, o ancora anche tramite le mani, poiché toccando con esse superfici contaminate e non ancora lavate o disinfettate, e poi subito dopo naso, bocca e occhi, si rischia molto.

Le strategie di contenimento del virus

Ci è stato ricordato più volte che, per evitare il contatto con queste goccioline è molto importante stare ad almeno un metro di distanza gli uni dagli altri, lavare molto spesso le mani e coprirsi con la mano o, meglio ancora con il gomito, bocca e naso in caso di starnuto o tosse.
Quando, ancora, il distanziamento fisico non è possibile per proteggere e proteggersi è utile la mascherina.
Anche se le persone sintomatiche restano la causa più frequente di diffusione, conosciamo oramai il caso in cui una persona asintomatica o con sintomi lievi possa trasmettere il covid.
Questo avviene specialmente durante i primi giorni e le prime fasi della malattia, in particolar modo quando non si hanno sintomi particolari sviluppati.

L’impatto su pelli e pellami dello sviluppo del virus

Naturalmente, in questo periodo di totale incertezza, le aziende hanno iniziato a porsi così le prime domande a riguardo e, tra tutte, le concerie si sono chieste se effettivamente le pelli finite sono sicure, così come i produttori e distributori all’ingrosso di pelli e pellami.
È necessario sanificarle continuamente per evitare gli effetti del contagio? La risposta è sbalorditiva e negativa: no, non serve sanificarle. In effetti, c’è un ampio margine di sicurezza, e quasi la certezza, del fatto che le pelli non trasmettano il virus.
Anche il Servizio Ambiente e Capitolati di UNIC – Concerie italiane ha spiegato i motivi per i quali ciò non accade, dicendo che la probabilità di trasmissione del virus tramite le pelli è molto bassa, sia perché, come attestano molteplici rapporti Covid -19 emessi dall’ISS questi virus sono molto più esposti ai fattori di natura ambientale, come ad esempio la temperatura, la luce solare, il ph, e sia perché essi sono dipendenti da fattori fisici e biologici rispetto ad altri virus patogeni per l’uomo.

Le 5 motivazioni per cui le pelli non costituiscono veicolo di contagio

Più precisamente, ci sono cinque motivi principali per i quali il contagio mediante le pelli finite non avviene ed essi sono i seguenti: prima di tutto le pelli da grezzo a finito non raffigurano un rischio in quanto esse non posseggono un substrato conforme alla riproduzione del virus; a seguire vi è il fatto che una buona parte dei processi a umido e di asciugatura si attuano grazie a temperature molto alte (che persistono per tempi molto lunghi) che sfiorano e superano i 55 gradi; inoltre le condizioni di pH nelle fasi iniziali dello svolgimento del processo conciario (calcinato, macerazione) sono, per forza di cose, discordanti con il mantenimento dell’integrità strutturale del Coronavirus e quindi ne implicano in tutto e per tutto la capacità infettiva; ancora, ove siano compiute mansioni quali la rifinizione e la stiratura, le temperature grazie alle quali queste ultime sono effettuate danneggiano il covid-19 riducendo il suo potenziale di diffusione; in ultimo, le pelli sono dei prodotti molto porosi  e, di conseguenza, se venissero a contatto con il virus, non lo rilascerebbero con molta semplicità.

Dunque, grazie a questi validissimi motivi ed a questi studi molto approfonditi che sono stati fatti proprio per tranquillizzare l’industria conciaria (ma che in generale sono validissimi per tutti), possiamo affermare con certezza che l’evidenza circa la non trasferibilità del virus è alquanto alta.
Se ai buoni motivi sopra citati ci si aggiungono tutte le misure di sicurezza stabilite e adottate all’interno dei luoghi di lavoro grazie all’intromissione dei protocolli anti contagio, volti a mettere in pratica un sistema di gestione necessario per la salute, il benessere e la sicurezza dei dipendenti, il dado è tratto e le conseguenze che si possono intendere sono davvero molto rasserenanti.
Dunque, come già specificato, ogni ulteriore trattamento di lavaggio, disinfezione e sanificazione delle pelli e pellami finiti, risulta davvero inutile e superfluo.

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